Il tempo è denaro” è una locuzione molto usata per la gestione del tempo poiché viviamo in una società frenetica dove si è continuamente immersi nella routine giornaliera, personale e professionale.

Negli ultimi tre mesi, invece, il mondo è cambiato a causa della terribile pandemia che ha colpito la maggior parte dei paesi ed ha obbligato tutti a fermarsi.

Le imprese, in particolar modo, stanno vivendo questa difficile situazione, molte costrette a fermarsi e reinventarsi, altre hanno continuato rimodulando l’organizzazione e adeguandosi alle misure di sicurezza.

Naturalmente alcune di loro erano già in grado, sia per la loro struttura, sia per l’organizzazione interna, di recepire e tollerare tali modifiche, quindi non sono rimaste inermi nel momento in cui si sono trovate a dover decidere in tempi brevi le modifiche da apportare.

Altre, invece, presentavano alcuni limiti: struttura poco dotata di strumenti tecnologici, assenza di canali online, organizzazione del lavoro poco elastica, modalità di lavoro basata sull’individualismo e scarsa collaborazione o lavoro in team. Tutti elementi che hanno causato un ritardo nel rispondere ed adeguarsi a tale situazione di emergenza, sicuramente la tempestività è un elemento fondamentale che ha inciso negativamente sulla flessione generale dell’impresa.

Da una parte la pandemia ha causato un periodo buio, una discesa nel baratro per molte imprese appartenenti ai settori più svariati: dalle imprese manifatturiere all’edilizia, dal turismo ai trasporti, dalla ristorazione agli alloggi. Imprese che faranno fatica a riprendersi soprattutto per il tessuto industriale presente nel nostro paese, ovvero caratterizzato da piccole e medie imprese, con una rete sociale ridotta, che magari non riescono nemmeno ad adeguare la propria realtà alle norme di sicurezza vigenti imposte dal governo.

Oltre alle PMI, anche le grandi multinazionali hanno risentito tale impatto, infatti i settori che hanno subìto più perdite sono:

  • Aeromobili registra una perdita di fatturato del -22,1% e, di conseguenza, un EBIT negativo;
  • Oil & Energy registra una perdita di fatturato del -15,9% e un EBIT di -87,8%;
  • Moda registra una perdita di fatturato del -14,1% e un EBIT di -81,5%;
  • Automotive registra una perdita di fatturato del -9,1% e un EBIT di -75,8%.

(Report MedioBanca – variazioni rispetto al primo trimestre 2019) 

Dall’altra parte, nonostante questo periodo di lockdown, ci sono realtà su cui l’impatto di tale pandemia è stato meno devastante. Alcuni settori hanno subìto un incremento rispetto al primo trimestre dell’anno scorso, essi sono:

  • Websoft registra un incremento di fatturato del +17,4% e un EBIT del +17,6%;
  • GDO registra un incremento di fatturato del +9,1% e un EBIT del +33,6%;
  • Farmaceutiche registra un incremento di fatturato del +6,1% e un EBIT del +18,1%.

(Report MedioBanca – variazioni rispetto al primo trimestre 2019)

In conclusione, in questo scenario drammatico, per la maggior parte delle imprese e un po’ meno per altre, la cosa importante per riuscire a sopravvivere e far fronte al pesante vuoto lasciato da tale pandemia è, soprattutto, la flessibilità e la capacità di rimodellare la propria strategia adeguandola alle nuove e continue esigenze ed infine la necessità di intervenire in maniera tempestiva.

 

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