Lvmh compra Tiffany

Feb 8, 2021 | Mergers & Acquisitions

Moët Hennessy Louis Vuitton SE (“LVMH”), multinazionale leader mondiale nel settore del lusso, ha raggiunto l’accordo per l’acquisizione del celebre brand di gioielli Tiffany & Co.

Un’acquisizione lunga, iniziata alla fine del 2019, ma interrotta per varie cause endogene ed esogene che hanno condotto ad una retromarcia della multinazionale LVMH. 

La scintilla che ha poi condotto ad un contezioso è stata una gestione considerata inadeguata di Tiffany & Co. volta alla distribuzione di consistenti dividendi in un periodo poco favorevole. Inoltre, ad incidere negativamente sono state le minacce degli Stati Uniti di sottoporre a tassazione i beni francesi. 

Infine, a far da cornice a tutto ciò la situazione sanitaria che ormai da un anno insiste su tutto il mondo.

Dopo il via libera dell’antitrust europeo, ripartono le trattative, arrivando ad un nuovo accordo: 15,8 miliardi di dollari, ovvero 131,5 dollari per azione rispetto ai 135 dollari inizialmente concordati. 

Arnault, presidente e Ceo di Lvmh afferma: “Questo accordo bilanciato raggiunto col CdA di Tiffany permette a Lvmh di lavorare all’acquisizione con fiducia e di riprendere le discussioni col management di Tiffany sui dettagli dell’integrazione. Siamo sempre convinti del potenziale formidabile del marchio Tiffany e pensiamo che Lvmh sia la casa giusta per Tiffany e i suoi dipendenti in questo prossimo eccitante capitolo”.

Il deal value di Tiffany & Co. è di 15,8 miliardi di euro e il multiplo dell’operazione (deal value/EBITDA) si è attestato pari a 17,60 maggiore rispetto al multiplo di mercato (EV/EBITDA) della stessa pari a 16,52.

Inoltre si evidenzia come tale corrispettivo sia maggiore anche rispetto allo stesso multiplo calcolato su un pool di aziende operanti nel settore luxury che risulta uguale a 10,42 (fonte: InfoValuation), sembra che LVMH abbia concluso la trattativa riconoscendo a Tiffany & Co. un valore maggiore. 

Infatti l’operazione compiuta, seppur onerosa, è un passo verso il consolidamento di un piano strategico, ovvero il rafforzamento nel settore della gioielleria, ma anche un ampliamento della propria quota di mercato negli Stati Uniti, con l’obiettivo di meglio competere con il rivale Richemont che controlla Cartier. 

Operando un confronto con la diretta concorrente Richemont si evidenzia che il rapporto EV/EBITDA è pari a 10,31 (fonte: InfoValuation).

 

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