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	<title>Covid-19 | infoManager</title>
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	<description>Metodologie e strumenti innovativi a supporto di Procurement, Supply Chain e Performance Management</description>
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	<title>Covid-19 | infoManager</title>
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		<title>Digitalizzazione: un potenziale illimitato di trasformazione</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2022 13:48:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ultimo biennio si è assistito ad un cambiamento radicale nel mondo del lavoro, complice la pandemia di COVID-19 che ha spinto le aziende ad adattarsi e modificare velocemente il modo di lavorare. Tutto ciò ha portato ad una maggiore attuazione di strategie digitali, compreso l&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale e dell&#8217;automazione, con l’obiettivo di garantire la continuità [&#8230;]</p>
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				<div class="et_pb_text_inner">Nell’ultimo biennio si è assistito ad un cambiamento radicale nel mondo del lavoro, complice la pandemia di COVID-19 che ha spinto le aziende ad adattarsi e modificare velocemente il modo di lavorare.</p>
<p>Tutto ciò ha portato ad una maggiore attuazione di strategie digitali, compreso l&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale e dell&#8217;automazione, con l’obiettivo di garantire la continuità aziendale e fornire risultati migliori e di alta qualità.</p>
<p>Si auspica che si continuerà a proseguire su questa via, infatti lo step successivo che le aziende dovranno attuare è la creazione di un&#8217;architettura di <em>Artificial Intelligence</em> multilivello che integri le conoscenze del settore con tecnologie all&#8217;avanguardia, come <em>robotic process automation</em>, <em>machine learning</em> e analisi avanzate.</p>
<p>Tutto ciò può avere un impatto positivo su varie funzioni aziendale, quali: gestione degli acquisti, relazioni di fornitura, vendite e marketing, servizio clienti, risorse umane e molti altri.</p>
<p>Da una ricerca condotta su un campione di aziende da <strong>Procurement LAB di SDA Bocconi</strong> si evidenziano dei risultati ancora incerti.</p>
<p>Il professore <strong><em>Giuseppe Stabilini</em></strong>, direttore scientifico del Procurement Lab, afferma: “<em>Il quadro dell’introduzione della AI sui processi di acquisto è chiaro. Nel campione 1/3 delle imprese è attiva sulle tecnologie di AI, con un atteggiamento proattivo fatto di collaborazioni con aziende di consulenza, software vendor e altri attori nella propria supply chain (clienti e fornitori). 2/3 delle aziende, invece, risulta ancora non aver esplorato questo tipo di tecnologie.</em>”</p>
<p>Seppur molte aziende devono ancora intraprendere questa via, i vantaggi che da essa posso essere tratti sono innumerevoli. Una forte architettura AI che integra tutte le funzioni di un&#8217;azienda sarà un elemento di differenziazione strategico che può aiutare a innovare e rimodellare interi settori, aspetto cruciale per aiutare le aziende ad ottenere un vantaggio competitivo, crescere e innovare.</p>
<p>Infatti, ribadisce Giuseppe Stabilini: “<em>L’incertezza nei mercati di fornitura e la necessità di governare scenari complessi ha spinto diverse realtà a introdurre l’AI nei processi di procurement. I risultati sono ampiamente positivi, con un bilanciamento uomo/macchina che migliora sia l’efficienza sia l’efficacia nelle decisioni di acquisto</em>.”</p>
<p><strong><em>Cosa ci si aspetta per i prossimi anni e come si può sviluppare ulteriormente l&#8217;Artificial Intelligence?</em></strong></p>
<p>L&#8217;intelligenza artificiale continuerà a svolgere un ruolo fondamentale nel futuro, sebbene sia ancora un work in progress, siamo ben lontani dall&#8217;intelligenza artificiale come unica tecnologia che investe tutti i settori.</p>
<p>Sicuramente l&#8217;architettura AI guiderà nuove ondate di trasformazione digitale quindi risulta fondamentale investire in questo settore per ottenere maggiore apertura alle suddette tecnologie ed inoltre investire in piani di formazione delle risorse per acquisire nuove skills.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte:</p>
<p><a href="https://www.weforum.org/agenda/2021/12/how-ai-architecture-can-transform-business/">https://www.weforum.org/agenda/2021/12/how-ai-architecture-can-transform-business/</a></p>
<p><a href="https://www.diarioinnovazione.it/processi-dacquisto-il-ruolo-dellintelligenza-artificiale/">https://www.diarioinnovazione.it/processi-dacquisto-il-ruolo-dellintelligenza-artificiale/</a></div>
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		<title>Vertiginosi incrementi di prezzo anche nel settore delle materie plastiche</title>
		<link>https://www.infomanager.it/2022/06/28/vertiginosi-incrementi-prezzo-materie-plastiche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[infoManager]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2022 07:23:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa vicenda sottolinea la necessità per le aziende di sviluppare gli asset per rendere resiliente la propria catena di approvvigionamento. L’aumento di prezzo è una controindicazione che rischia di eliminare la marginalità su cui alcune aziende si fondano. “Ovunque cerchi, la catena di approvvigionamento globale è un disastro”, si legge in un titolo recente sul [&#8230;]</p>
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				<div class="et_pb_text_inner">Questa vicenda sottolinea la necessità per le aziende di sviluppare gli asset per rendere resiliente la propria catena di approvvigionamento. L’aumento di prezzo è una controindicazione che rischia di eliminare la marginalità su cui alcune aziende si fondano.</p>
<p>“Ovunque cerchi, la catena di approvvigionamento globale è un disastro”, si legge in un titolo recente sul Wall Street Journal. La maggior parte dei professionisti del settore sarebbe d’accordo: tra la pandemia, la carenza di container, il clima invernale, gli incendi delle fabbriche, il blocco del Canale di Suez da parte di una nave portacontainer e altri problemi logistici, le cose si sono complicate. L’aumento di prezzo e la difficoltà di approvvigionamento mettono in difficoltà tutte le aziende del territorio nazionale.</p>
<p>Queste interruzioni hanno già portato all’attuale carenza globale di semiconduttori e ora si sta verificando l’interruzione della fornitura di un’altra categoria critica di materiali: la plastica.</p>
<p>I vincoli sulle forniture delle materie prime, in particolare polietilene (PE), polipropilene (PP) e monoetilene (MEG), stanno portando a chiusure di fabbrica momentanee, bruschi aumenti dei prezzi e ritardi nella produzione in una vasta gamma di settori.</p>
<p>La plastica prodotta da queste sostanze chimiche viene utilizzata in ogni tipo di prodotto immaginabile: dagli imballaggi alimentari, agli elettrodomestici, agli smartphone e alle parti di automobili, alle attrezzature per esercizi e ai pattini a rotelle.</p>
<p>Combinando questo con l’aumento della domanda di beni da parte dei consumatori, è facile capire perché questi vincoli di offerta sono un grosso problema.</p>
<p><strong>Come mai ci sono interruzioni nella fornitura della plastica?</strong></p>
<p>Come la carenza di semiconduttori, anche questa è arrivata da molto tempo. Durante l’estate 2020, i blocchi relativi al Covid-19 hanno causato un calo dei livelli delle scorte. Poi, in agosto, l’uragano Laura ha costretto una serie di fabbriche petrolchimiche in Louisiana e Texas a chiudere; Durante la notte dal 10% al 15% della produzione di PE e PP negli Stati Uniti si è fermata.</p>
<p>Questo è stato seguito da una serie di cause di forza maggiore da parte di grandi produttori di polimeri, tra cui LyondellBasell in Louisiana e Chevron Phillips Chemical in Texas. (Dichiarando la forza maggiore, questi fornitori sono stati sollevati da alcuni impegni di fornitura consegna a causa di circostanze al di fuori del loro controllo.) Allo stesso tempo, le precauzioni di sicurezza Covid-19 hanno rallentato la produzione in molti luoghi di lavoro e causato carenza di manodopera e autotrasporti nei porti.</p>
<p>Il colpo finale è stato la tempesta invernale che ha colpito la costa del Golfo. Il Texas ospita il più grande complesso petrolchimico del mondo, che trasforma petrolio, gas e altri sottoprodotti in plastica. Quasi 100 prodotti chimici e derivati ​​critici ampiamente utilizzati in prodotti e settori vengono lavorati in Texas. Ci vorranno più di sei mesi per correggere gli squilibri causati dalla tempesta. Dati questi problemi, il 23 marzo non sarebbe potuto accadere in un momento peggiore il blocco di una nave portacontainer nel Canale di Suez.</p>
<p><strong>Previsione aumento di prezzo – Sviluppi Economia e Approvvigionamenti</strong></p>
<p>È ampiamente previsto che si verifichino picchi della domanda negli Stati Uniti e in altri paesi, poiché i consumatori vaccinati riprenderanno il consumo tradizionale. Le aziende potrebbero non essere in grado di sfruttare appieno questa opportunità: i responsabili degli acquisti intervistati dall’Institute for Supply Management il mese scorso hanno anticipato un peggioramento degli squilibri tra domanda e offerta in una varietà di aree. Molte delle loro aziende devono già affrontare scorte esaurite, aumenti dei prezzi, tassi più elevati di spedizioni insolute e tempi di consegna più lunghi per gli ordini. Dal punto di vista privilegiato dell’approvvigionamento di esperti che gestiscono i fornitori, la prospettiva è cupa: si aspettano che le interruzioni durino per più di 12 mesi.</p>
<p>Fonte: https://hbr.org/ – <a href="https://hbr.org/2021/03/the-latest-supply-chain-disruption-plastics">https://hbr.org/2021/03/the-latest-supply-chain-disruption-plastics</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Materie plastiche</strong></p>
<p>L’associazione europea dei trasformatori di <strong>materie plastiche</strong> (<strong>EuPC</strong>) <a href="https://www.plastmagazine.it/carenza-di-materie-prime-polimeriche-per-il-90-dei-trasformatori/">denuncia</a> da inizio anno la terribile situazione che stanno attraversando le aziende del settore. Le cause sopracitate stanno minacciando la chiusura di numerose aziende e mettono in pericolo la produzione di innumerevoli prodotti che vanno dalle applicazioni nell’industria edile e automobilistica, ai beni essenziali per l’imballaggio alimentare e la filiera farmaceutica.</p>
<p>La <strong>ripartenza anticipata</strong> rispetto all’Europa di Cina e parte del Nord America ha spinto la domanda di materie prime per il riempimento dei magazzini (come anticipavamo sopra), mentre gli impianti di produzione viaggiavano ancora a “regime ridotto”. Quando anche la domanda continentale si è risvegliata, la disponibilità di carichi dall’estero si è progressivamente assottigliata, mentre la produzione interna non è stata in grado di far fronte alle richieste. In questo scenario si sono venuti a sommare i diversi gravi avvenimenti di cui abbiamo parlato sopra – blocco di numerose aziende petrolchimiche degli USA a causa del gelo, aumenti dei costi di trasporto – causando un ulteriore restringimento<strong> di disponibilità di etilene e poliolefine</strong>.</p>
<p>Diretta conseguenza di tutto ciò è anche il rialzo del prezzo del <strong>Brent</strong>, +148% che ha comportato un aumento del costo dei polimeri di riferimento per l’industria manifatturiera quali l’<strong>etilene</strong>, il <strong>polipropilene</strong> e il <strong>PVC</strong> ha riportato rispettivamente incrementi di prezzi del 58%, 34% e 42%.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-4455 size-large" src="https://www.infomanager.it/wp-content/uploads/2022/06/Immagine_materie-plastiche-1024x520.jpg" alt="grafico" width="1024" height="520" srcset="https://www.infomanager.it/wp-content/uploads/2022/06/Immagine_materie-plastiche-980x498.jpg 980w, https://www.infomanager.it/wp-content/uploads/2022/06/Immagine_materie-plastiche-480x244.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></p>
<p><strong>Alexandre Dangis</strong>, amministratore delegato di EuPC ha <a href="https://www.plastmagazine.it/carenza-di-materie-prime-polimeriche-per-il-90-dei-trasformatori/">così commentato</a> la situazione:</p>
<p><em>“I problemi di consegna sono diventati sempre più diffusi, interessando ad esempio materie prime (non limitate) come polipropilene, cloruro di polivinile e polietilene, nonché additivi speciali fondamentali per la produzione di composti e prodotti in plastica. Le gravi perturbazioni del mercato attualmente in corso in tutta Europa sono un sintomo dello squilibrio strutturale tra la produzione locale e la domanda di materie prime e additivi. Senza il ripristino di tale equilibrio, è altamente probabile il ripetersi periodico di gravi interruzioni della catena di produzione. Infine, anche i clienti finali subiranno danni a causa di interruzioni nella consegna dei prodotti e dei semilavorati”.</em></p>
<p>Anche Luca Iazzolino, Presidente di <strong>UnionPlast</strong> – Associazione delle aziende italiane di trasformazione – <a href="https://www.repubblica.it/economia/2021/03/18/news/l_europa_a_corto_di_plastica_per_il_giallo_dei_polimeri_scomparsi_e_carissimi_-292818021/">sottolinea</a> la gravità della situazione:</p>
<p><em>“Non sono da escludere possibili fermi impianto per carenza di materia prima, in un contesto complesso che segue una crisi internazionale senza precedenti, e proprio nel momento in cui le imprese per ben più di una ragione, non ultima la gravità della pandemia in corso, dovrebbero concentrarsi sul rilancio e sulla produttività. La gravità della situazione condiziona inevitabilmente gli impegni assunti e mette a rischio la possibilità di rispettare i termini di consegna per un periodo di tempo oggi non prevedibile. Abbiamo scalato montagne per resistere al Covid e ora ci dobbiamo inginocchiare di fronte alla mancanza di materiali. Il risultato finale è semplice: gli Usa si tengono stretti le poche materie prime che riescono a produrre. Cina e India pagano qualsiasi cifra per non interrompere le forniture. La Ue ha quasi rinunciato a produrre polimeri e dipende da Usa e Medio Oriente”.</em></p>
<p>Anche quando disponibili, le plastiche sono sempre più care: il prezzo del <strong>polietilene a bassa densità</strong>, utilizzato soprattutto nel packaging alimentare, a marzo superava di oltre il 50% la quotazione dell’ottobre 2020, mentre il <strong>PET grado bottiglia</strong> e il polipropilene sono rincarati, nello stesso periodo, del 40% e il <strong>polistirene</strong> intorno al 70%.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.remecologia.it/news/le-materie-prime-sono-diventate-introvabili-ecco-i-motivi/">https://www.remecologia.it/news/le-materie-prime-sono-diventate-introvabili-ecco-i-motivi/</a></p>
<p><em>La prima a soffrire? La plastica</em></p>
<p>“Abbiamo scalato montagne per resistere al Covid e ce l’abbiamo fatta. Ora ci dobbiamo inginocchiare di fronte alla mancanza di materiali”. La frustrazione che Luca Iazzolino, presidente di Unionplast, esprime a marzo in un comunicato, ripreso dalle maggiori testate nazionali, è esemplificativa di uno stato d’animo generalizzato del settore. Uno di quelli più in difficoltà, assieme al metalmeccanico – dove la carenza dell’acciaio ha fermato moltissimi impianti. Anche in questo caso i motivi sono tanti, e alcuni li abbiamo già elencato. In più, proprio sull’assenza dei polimeri che poi costituiscono le plastiche, vanno aggiunti tre ulteriori problemi. Il primo è che Cina e India, con la ripresa dell’economia, hanno fatto incetta di ordini di materie prime per la plastica. Il secondo è che con l’aumento dei prezzi sono aumentati anche, e di molto, i costi della logistica: sempre più importatori di plastica affermano che è diventato difficile trovare navi container a disposizione e, quando succede, si trovano a prezzi quadruplicati rispetto agli anni pre-Covid. Infine, al di là dei tanti annunci, il processo di riciclo di plastica riguarda ancora quote basse dell’intera produzione – si parla di percentuali appena sopra il 20%, quando va bene.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.remecologia.it/news/le-materie-prime-sono-diventate-introvabili-ecco-i-motivi/">https://www.remecologia.it/news/le-materie-prime-sono-diventate-introvabili-ecco-i-motivi/</a></p>
<p>&nbsp;</div>
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		<title>Avvertono gli esperti: La crisi della catena di approvvigionamento globale potrebbe durare altri due anni</title>
		<link>https://www.infomanager.it/2022/05/24/avvertono-gli-esperti-la-crisi-della-catena-di-approvvigionamento-globale-potrebbe-durare-altri-due-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[infoManager]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2022 06:32:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Gran Bretagna è alcool, in Canada è sciroppo d&#8217;acero, mentre in Australia è un additivo fondamentale per i camion diesel, e in Nuova Zelanda è zucchero di canna. Queste sono solo alcune delle numerose carenze che colpiscono i consumatori e le imprese di tutto il mondo. Sebbene ci siano segnali di miglioramento, l&#8217;insorgenza della [&#8230;]</p>
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				<div class="et_pb_text_inner">In Gran Bretagna è alcool, in Canada è sciroppo d&#8217;acero, mentre in Australia è un additivo fondamentale per i camion diesel, e in Nuova Zelanda è zucchero di canna. Queste sono solo alcune delle numerose carenze che colpiscono i consumatori e le imprese di tutto il mondo. Sebbene ci siano segnali di miglioramento, l&#8217;insorgenza della variante Omicron Covid potrebbe portare a nuovi arresti, inviando un altro spasmo dirompente attraverso il sistema globale. Gli economisti e gli esperti di tutto il mondo avvertono: la crisi della catena di approvvigionamento provocata dalla pandemia di coronavirus potrebbe durare anche fino a due anni. Infatti, i problemi potrebbero persistere poiché la rete finemente calibrata del commercio mondiale, già indebolita da mesi di arretrati di spedizione, carenza di manodopera e tensioni geopolitiche, rimane &#8220;squilibrata&#8221;.</p>
<p>Maersk, una delle tre grandi compagnie di navigazione, ha affermato che i peggiori ritardi sono ancora sulla costa occidentale degli Stati Uniti, dove le navi aspettavano quattro settimane per lo scarico a causa della mancanza di lavoratori a terra.</p>
<p>&#8220;<em>Con l&#8217;inverno, le vacanze di fine anno in Nord America e in Europa, il capodanno cinese in Asia, la catena di approvvigionamento già allungata si allungherà ulteriormente poiché lavoratori, camionisti e terminal sono fuori per le vacanze</em>&#8220;, ha affermato un portavoce di Maersk. E ancora: &#8220;<em>Normalmente possiamo assorbire questi impatti stagionali abbastanza rapidamente, ma quando sono già allungati, diventa solo un moltiplicatore</em>&#8220;.</p>
<p>La spedizione rappresenta il movimento di almeno il 90% delle merci in tutto il mondo e il costo del trasporto di cose via mare è aumentato vertiginosamente nell&#8217;ultimo anno. Ad esempio, il Drewry world container index, un indicatore che misura il costo di spostamento di un container da 40 piedi, è del 170% superiore rispetto a un anno fa. Il prezzo su alcune rotte particolarmente richieste come Shanghai-Rotterdam è aumentato di quasi il 200%; nel caso del porto olandese a New York il costo è aumentato del 212%.</p>
<p>Oltre alla possibile carenza di bevande natalizie e zucchero per le prelibatezze festive, economie come il Regno Unito e gli Stati Uniti stanno affrontando un aumento dell&#8217;inflazione in una vasta gamma di beni primari, dall&#8217;energia alle mele, poiché la domanda è uno tsunami che travolge l&#8217;offerta insufficiente. I beni di prima necessità di base stanno aumentando di prezzo a causa dei costi di spedizione più elevati e dell&#8217;aumento della domanda da parte dei consumatori bloccati a casa per mesi e incapaci di spendere soldi in viaggi e serate fuori.</p>
<p>Tiffany Compres, partner dello studio legale internazionale FisherBroyles con sede in Florida, ha dichiarato che prima che la pandemia colpisse, l&#8217;industria delle spedizioni aveva ridotto i costi di trasporto delle merci e aveva perfezionato il celebre sistema &#8220;just-in-time&#8221; in base al quale merci e pezzi di ricambio venivano spostati senza problemi in tutto il mondo e consegnati esattamente quando e dove erano necessari. Ciò ha ridotto drasticamente i costi aziendali, ad esempio riducendo o eliminando completamente la necessità di stoccaggio in loco. Ma se l&#8217;incertezza continua, dice Cummins, &#8221; il &#8216;just-in-time&#8217; diventerà &#8216;just-in-case&#8217; mentre le aziende accumulano scorte per proteggersi dalle interruzioni&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: The Guardian, <a href="https://www.theguardian.com/business/2021/dec/18/global-supply-chain-crisis-could-last-another-two-years-warn-experts">https://www.theguardian.com/business/2021/dec/18/global-supply-chain-crisis-could-last-another-two-years-warn-experts</a></p>
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		<title>Crisi materie prime: come invertire il trend?</title>
		<link>https://www.infomanager.it/2022/04/28/crisi-materie-prime-invertire-trend/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[infoManager]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2022 06:49:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Europa, troppo dipendente dai colossi “Cina-USA”, ha deciso di instituire un’Alleanza per le materie prime &#8211; European Raw Materials Alliance (ERMA) &#8211; fondata su 3 obiettivi: Sviluppo di imprese per il riciclo dei minerali pregiati Purtroppo in Europa il riciclo di rifiuti elettrici ed elettronici non riesce ancora a decollare soprattutto a causa di un evidente ritardo strutturale. Questa tipologia di [&#8230;]</p>
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				<div class="et_pb_text_inner">L’Europa, troppo dipendente dai colossi “Cina-USA”, ha deciso di instituire <a href="https://erma.eu/">un’Alleanza per le materie prime</a> &#8211; <strong>European Raw Materials Alliance (ERMA)</strong> &#8211; fondata su 3 obiettivi:</p>
<ul>
<li><strong>Sviluppo di imprese per il riciclo dei minerali pregiati</strong></li>
</ul>
<p>Purtroppo in Europa il riciclo di rifiuti elettrici ed elettronici non riesce ancora a decollare soprattutto a causa di un evidente ritardo strutturale. Questa tipologia di rifiuti la mandiamo per la maggior parte in Cina, pagando, quando invece potremmo recuperare circa il 50% di ogni singolo elemento. Inoltre, una buona percentuale di rifiuti elettrici ed elettronici che riusciamo a non mandare in Cina, la sprechiamo buttandola in discarica perché tendiamo a gettare nell’indifferenziata pc rotti/telefonini non più funzionanti/ecc.</p>
<p>Sicuramente questo è un aspetto su cui l’Europa deve assolutamente migliorare. Oltretutto, ci rimettiamo due volte perché questi rifiuti, se non smaltiti correttamente, hanno un impatto devastante sull’ambiente.</p>
<ul>
<li><strong>Agevolare l’estrazione di minerali pregiati presenti sul territorio UE</strong></li>
</ul>
<p>Secondo i dati, la domanda di litio potrebbe essere soddisfatta per l’80% internamente. Attualmente i metalli pregiati estratti in Europa vengono trasformati in Cina. L’obiettivo di questa alleanza è implementare velocemente i processi di lavorazione di queste materie. In Europa esistono diversi giacimenti di terre rare e riuscire a reperirle direttamente “in casa” ci renderebbe meno dipendenti dai Paesi esteri, Cina <em>in primis</em>, e sicuramente più sostenibili.</p>
<ul>
<li><strong>Costruire una politica estera e industriale comune</strong></li>
</ul>
<p>Per riuscire ad avere un certo peso internazionale ed assicurarci delle concessioni di estrazione dei minerali, che attualmente non abbiamo, l’unica soluzione è che l’Europa si muova compatta in tal senso.</p>
<p>Sicuramente l’estrazione di metalli pregiati è un’attività invasiva per il territorio, ma la loro necessità è un dato di fatto. Bisogno che aumenterà esponenzialmente nei prossimi anni.</p>
<p>Sarà necessario decidere se si è disposti a lasciare il monopolio di questo mercato ai giganti Cina/USA, accettando il <strong>ricatto dei prezzi</strong>.</p>
<p>Inoltre, secondo quanto riportato da Dataroom, nel 2008 un consorzio di società statali cinesi ha firmato un accordo con il Congo per i diritti di estrazione di rame e cobalto fino al 2033, per un valore di 84 miliardi di dollari. In cambio si è impegnata a investire 6 miliardi di dollari nelle infrastrutture del Paese e circa 3 miliardi nel settore minerario.</p>
<p>Da anni in quelle miniere è <strong>sfruttato il lavoro dei bambini</strong>. Forse è arrivato il momento per l’Europa di assumere un ruolo da protagonista e cambiare le cose.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.remecologia.it/news/le-materie-prime-sono-diventate-introvabili-ecco-i-motivi/">https://www.remecologia.it/news/le-materie-prime-sono-diventate-introvabili-ecco-i-motivi/</a></p>
<p>&nbsp;</div>
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		<title>Crisi materie prime: sono diventate costosissime</title>
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		<dc:creator><![CDATA[infoManager]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2022 08:25:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I prezzi delle materie prime sono saliti alle stelle e le attività produttive rischiano di fermarsi Attualmente è in corso una vera e propria corsa per accaparrarsi le poche materie prime disponibili. La domanda mondiale di molte merci ha superato la capacità di produzione: dall’acciaio ai microchip, dal petrolio agli imballaggi. La ripresa mondiale dell’economia ha [&#8230;]</p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><em>I prezzi delle materie prime sono saliti alle stelle e le attività produttive rischiano di fermarsi</em></p>
<p>Attualmente è in corso una vera e propria corsa per accaparrarsi le <strong>poche materie prime disponibili</strong>. La domanda mondiale di molte merci ha superato la capacità di produzione: dall’acciaio ai microchip, dal petrolio agli imballaggi. La ripresa mondiale dell’economia ha generato un aumento della domanda dei beni di ogni genere, causando una <strong>crescita esponenziale dei prezzi</strong>.</p>
<p><strong>Aumento esponenziale dei prezzi</strong></p>
<ol>
<li><strong>Fattori reali</strong> = Le imprese sono ripartite tutte insieme e i magazzini erano vuoti;</li>
<li><strong>Fattori finanziari</strong> = interessi bassi e dollaro debole rendono le materie prime un investimento conveniente;</li>
<li><strong>Fattori logistici</strong> = le navi container dal 2020 hanno dovuto ridurre le emissioni di piombo scaricando i costi sul nolo.</li>
<li><strong>Blocco canale di Suez</strong> (primavera 2021).</li>
</ol>
<p>La combinazione degli avvenimenti di cui sopra ha causato l’aumento esponenziale della gran parte di materie prime di ogni settore e tipologia.</p>
<p>Ecco qualche dato (rispetto ai livelli pre-crisi): il <strong>rame</strong> si è apprezzato del 47%; il <strong>grano</strong> del 12%, la <strong>soia</strong> del 15%; il <strong>legno</strong> del 6% e quello per pallet del 20%; il <strong>nichel</strong> e lo <strong>zinco</strong> del 51%; l’<strong>allumino</strong> del 26%.</p>
<p>Secondo Gabriele Buia, Presidente <strong>Ance</strong>, si osservano incrementi importanti anche nei materiali per l’<strong>edilizia</strong> come i polietileni, dove gli aumenti sono superiori del 110% tra novembre 2020 e oggi; il <strong>petrolio</strong> ha registrato un +45,3%; invece i prezzi del <strong>bitume</strong> sono saliti del +21,9% e quelli del <strong>cemento</strong> del +10%.</p>
<p>I dati di <strong>Confapi</strong> riportano che l’<strong>acciaio</strong> ha chiuso il 2020 con un +70% mentre i <strong>rottami ferrosi</strong> hanno registrato un balzo del +68%. L’aumento delle <strong>materie siderurgiche</strong> ha comportato importanti maggiorazioni di prezzo da parte dei produttori di <strong>laminati</strong> tanto che il prezzo del <strong>coils a caldo</strong> in Italia è passato da 370 €/ton agli attuali 1000 €/ton. Discorso simile per l’acciaio <strong>inox</strong> dove la comune lega “304” è passata da 1900 €/ton agli attuali 3000 €.</p>
<p>Come sottolinea giustamente <strong>Gianclaudio Torlizzi</strong>, direttore della società di consulenza finanziaria T-Commodity, la situazione in Europa è aggravata dalle misure di salvaguardia previste dall’U.E., che impongono l’applicazione di <strong>dazi</strong> del 25% quando vengono superati i limiti di import di acciaio da Pese extra UE.</p>
<p>Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, attualmente, i ricavi dovuti dalla produzione di carbone sono dieci volte superiori agli introiti realizzati con la produzione dei minerali utilizzati per la transizione ecologica; ma tra meno di 20 anni <strong>la situazione si capovolgerà</strong> nettamente.</p>
<p>Ovviamente il Paese più lungimirante in questo senso è stato, ed è tutt’ora, la <strong>Cina</strong>, la quale è riuscita negli ultimi anni a <strong>monopolizzare il mercato</strong> di questi minerali. Il gigante asiatico estrae nei propri territori rame, litio e terre rare; mentre le altre materie le prende nei Paesi produttori: come il nichel nelle <strong>Filippine</strong> e il cobalto in <strong>Congo</strong>, trasformandoli, poi, direttamente nel loro Paese.</p>
<p>Secondo la società di analisi britannica Benchmark Mineral Intelligence, l’80% dei materiali grezzi per la costruzione delle <strong>batterie agli ioni di litio</strong> proviene da aziende cinesi. Per il reperimento delle terre rare dipendiamo dalla Cina per il 98%, stessa percentuale per il borato dalla Turchia, mentre per soddisfare il fabbisogno di platino ci rivolgiamo al Sud Africa per il 71% del necessario.</p>
<p>L’entrata sul mercato di <strong>veicoli elettrici</strong>, <strong>tecnologie digitali</strong>, <strong>generatori eolici</strong>, ecc. farà incrementare entro il 2030 il bisogno europeo di litio fino a 18 volte in più rispetto a quello attuale e di 5 volte quello per il cobalto.</p>
<p>La mancanza di componenti elettriche, micorchip e parti plastiche ha già fermato la produzione in alcuni stabilimenti Ford e Stellantis di Melfi. La Vitesco di Faulia, azienda da 970 dipendenti, si è fermata ad aprile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.remecologia.it/news/le-materie-prime-sono-diventate-introvabili-ecco-i-motivi/">https://www.remecologia.it/news/le-materie-prime-sono-diventate-introvabili-ecco-i-motivi/</a></p>
<p>&nbsp;</p></div>
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		<title>Crisi materie prime: sono diventate introvabili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[infoManager]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2022 08:28:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durante il lockdown, la paura maggiore era quella di un “crack economico” dovuto alla chiusura dell’attività, un crollo sul lungo periodo dei consumi. In realtà, stiamo attualmente assistendo all’esatto opposto: le aziende registrano un forte aumento della domanda, tanto che anche il Vicepresidente di Federmeccanica Fabio Astori ha commentato: “lo sblocco dei licenziamenti non sarà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Crisi materie prime: sono diventate introvabili' data-link='https://www.infomanager.it/2022/03/01/crisi-materie-prime-introvabili/' data-app-id-name='category_above_content'></div><div class="et_pb_section et_pb_section_5 et_section_regular" >
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Durante il lockdown, la paura maggiore era quella di un “crack economico” dovuto alla chiusura dell’attività, un crollo sul lungo periodo dei consumi. In realtà, stiamo attualmente assistendo all’esatto opposto: le aziende registrano un forte aumento della domanda, tanto che anche il Vicepresidente di Federmeccanica Fabio Astori ha commentato: “lo sblocco dei licenziamenti non sarà assolutamente un problema nelle aziende metalmeccaniche, noi abbiamo bisogno di personale negli stabilimenti”.  Il problema è dunque la difficoltà di approvvigionamento che ha poi portato a vertiginosi aumenti di prezzo.</p>
<p>Le cause di questa situazione sono diverse.</p>
<ol>
<li><strong>Fattori reali</strong></li>
</ol>
<p>L’organizzazione aziendale moderna privilegia una gestione cosiddetta “just in time”, dove le aziende, per ottimizzare i costi ed essere più efficienti, tendono a non accumulare scorte. Modus operandi incrementato ancor di più durante il periodo pandemico, dove le attività produttive erano pressoché ferme. Quindi, nel momento in cui sono effettivamente ripartite le aziende, si è generato un&#8217;esponenziale richiesta di materie prime che ha spaccato mercato e approvvigionamenti. Questa situazione ha fatto letteralmente esplodere il prezzo dei materiali portandolo alle stelle e facendo esaurire in breve tempo le scorte disponibili. Non solo, data la situazione pandemica prima e la mancanza di materie poi, le aziende con un maggiore potere di acquisto hanno fatto scorta di materiali e semilavorati, anche più del necessario, per paura di rimanere senza. Nei primi mesi di pandemia i valori dei prezzi delle materie prime erano sensibilmente crollati (20-30%) e la Cina, paese con un’economia pianificata e avvantaggiata anche dal fatto di essere ripartita con quattro mesi di anticipo, ne ha approfittato per fare scorte. Oggi ci troviamo in una situazione in cui le maggiori potenze economiche mondiali (Cina e USA su tutte) vendono le materie in percentuali bassissime, consci dell’attuale difficoltà a reperirle. E, ovviamente, i materiali in commercio subiscono incrementi di prezzi esponenziali.</p>
<ol start="2">
<li><strong>Fattori finanziari</strong></li>
</ol>
<p>Un altro aspetto da tenere in considerazione è quello dei mercati finanziari. Negli ultimi tempi le materie prime sono diventate un investimento interessante perché sono prezzate in dollari, moneta attualmente debole, quindi risultano più convenienti per chi le acquista in euro o altre valute.</p>
<ol start="3">
<li><strong>Fattori logistici</strong></li>
</ol>
<p>Secondo il <a href="https://tradingeconomics.com/commodity/baltic">Baltic Dry Index</a>, un indice che sintetizza gli oneri di nolo marittimi, nel solo ultimo anno c’è stato un aumento del 605%. Le cause sono molteplici: sicuramente la più impattante è l’introduzione del nuovo regolamento dell’Organizzazione marittima internazionale che, tra le varie novità, stabilisce che il limite massimo di zolfo presente nel carburante delle navi deve essere 0,5%, mentre prima era del 3,5%. Questa “apparentemente” piccola modifica ha comportato la “rottamazione” o “innovazione” di molti mezzi marittimi obsoleti.</p>
<ol start="4">
<li><strong>Il caso Ever Given</strong></li>
</ol>
<p>Anche l’”<a href="https://www.ilpost.it/2021/03/30/canale-di-suez-nave-ever-given-indagini/">incidente</a>” del Canale di Suez ha fatto la sua parte in questo gioco di aumento prezzi. Come scrive l’agenzia internazionale <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-05-17/inflation-rate-2021-and-shortages-companies-panic-buying-as-supplies-run-short">Bloomberg</a>, i ritardi nel trasporto mondiale di merci potrebbero protrarsi a lungo. E, ancora, sempre secondo Bloomberg, hanno inciso anche la siccità dei raccolti in alcune parti del mondo, Brasile in primis o la gelata che ha paralizzato gli impianti petrolchimici nel centro degli Stati Uniti a febbraio.</p>
<p><em> </em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.remecologia.it/news/le-materie-prime-sono-diventate-introvabili-ecco-i-motivi/">https://www.remecologia.it/news/le-materie-prime-sono-diventate-introvabili-ecco-i-motivi/</a></p></div>
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		<title>Il mercato italiano dell’auto tra crisi e scenari futuri</title>
		<link>https://www.infomanager.it/2022/02/01/il-mercato-italiano-dellauto-tra-crisi-e-scenari-futuri/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2022 09:16:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I dati riportati dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili registrano nel mese scorso un pesante calo a doppia cifra (-27,5%). Nel mese di dicembre 2021 il mercato italiano dell’auto totalizza 86.679 immatricolazioni contro le 119.620 unità registrate a dicembre 2020, in calo del -27,5%. Se si considera l’intero anno i volumi immatricolati ammontano [&#8230;]</p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><strong><em>I dati riportati dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili registrano nel mese scorso un pesante calo a doppia cifra (-27,5%).</em></strong></p>
<p>Nel mese di dicembre 2021 il mercato italiano dell’auto totalizza 86.679 immatricolazioni contro le 119.620 unità registrate a dicembre 2020, in calo del <em>-27,5%.</em></p>
<p>Se si considera l’intero anno i volumi immatricolati ammontano ad 1.457.952 di unità nel 2021, il 5,5% in più rispetto ai volumi registrati nel 2020, anche se si tratta di un’informazione poco significativa considerando l’anno afflitto dalla pandemia e dai lockdown.</p>
<p>Esaminando il periodo pre-pandemia si evidenzia un netto divario, infatti contrapponendo i risultati del 2021 con quelli del 2019 si rileva un calo del 23,9%.</p>
<p>Il 2021 è stato un anno difficile per il mercato dell’auto, soprattutto nell’ultimo trimestre.</p>
<p>Il perdurare della pandemia è stato accompagnato dai problemi legati all’approvvigionamento e agli aumenti delle materie prime. La difficoltà nel reperire i microchip da parte dei produttori di auto, senza i quali non è possibile completarne la realizzazione, ha portato a dei fermi di produzione e, di conseguenza, ritardi nella fase di assemblaggio o mancate consegne ai distributori.</p>
<p>A contribuire al crollo dell’ultimo trimestre hanno influenzato, oltre ai suddetti fattori, anche una crisi della logistica, l’incremento dei costi dell&#8217;energia e una scarsa politica di sostegno.</p>
<p>Lo conferma Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di <strong>Federauto, </strong>che afferma<strong>: “</strong>un altro anno davvero complicato per le nostre imprese e più in generale per l’intero settore automotive avvolto in un potente vortice trasformatore, tra trascinamento della pandemia, crisi dei microchip e delle materie prime e corsa all’elettrico”.</p>
<p>Come anticipato da Adolfo De Stefani Cosentino la “corsa all’elettrico” è in continuo aumento infatti le immatricolazioni delle <strong>auto elettrificate</strong> (ibride, Plug-in ed elettriche) sono sempre maggiori e aumentate del 274% nell&#8217;ultimo anno e mezzo.</p>
<p>Secondo l’Unrae, <em>Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri</em>, le risorse stanziate per il settore, seppur scarse, hanno avuto comunque un impatto positivo nell’incentivare la mobilità elettrica.</p>
<p><strong><em>Cosa aspettarsi dal 2022?</em></strong></p>
<p>Purtroppo le prospettive future non sono delle migliori.</p>
<p>La crisi dei microchip è destinata a perdurare, per un miglioramento bisogna attendere almeno fino al 2023. Anche per quanto riguarda la logistica i tempi per un ritorno alla normalità sono lunghi.</p>
<p>Inoltre, ulteriore campanello d’allarme è l&#8217;assenza di sostegni al settore automotive nella Legge di Bilancio del 2022.</p>
<p>Infatti Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, afferma: “L’assenza di una strategia almeno di medio periodo, con un piano di interventi organico farà ricadere i costi economici della transizione sui consumatori, e i costi sociali sui lavoratori di un comparto che genera un fatturato commisurabile al 20% del Pil”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti:</p>
<p><a href="https://www.anfia.it/data/portale-anfia/comunicazione_eventi/comunicati_stampa/2022/CS_Vetture_Italia_DIC_2021_DEF.pdf">https://www.anfia.it/data/portale-anfia/comunicazione_eventi/comunicati_stampa/2022/CS_Vetture_Italia_DIC_2021_DEF.pdf</a></p>
<p><a href="https://motori.ilmessaggero.it/economia/mercato_auto_ancora_un_crollo_in_italia_27_5_vendite_di_dicembre_5_5_nel_2021_ma_24_sul_2019-6417535.html">https://motori.ilmessaggero.it/economia/mercato_auto_ancora_un_crollo_in_italia_27_5_vendite_di_dicembre_5_5_nel_2021_ma_24_sul_2019-6417535.html</a></p>
<p><a href="https://www.hdmotori.it/auto/articoli/n549269/mercato-auto-italia-2021-immatricolazioni/">https://www.hdmotori.it/auto/articoli/n549269/mercato-auto-italia-2021-immatricolazioni/</a></div>
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		<title>Anche Ikea si arrende: aumenterà i prezzi. I motivi? Scarsità di materie prime e trasporto più costoso</title>
		<link>https://www.infomanager.it/2022/01/25/anche-ikea-aumentera-i-prezzi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[infoManager]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2022 08:47:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il gruppo che controlla la maggior parte dei punti vendita ha annunciato che nei prossimi mesi gli aumenti saranno in media del 9 per cento, per via della crisi globale della “supply chain” Se persino un colosso mondiale come Ikea annuncia che sarà costretta ad aumentare i prezzi dei suoi prodotti su tutti i [&#8230;]</p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Il gruppo che controlla la maggior parte dei punti vendita ha annunciato che nei prossimi mesi gli aumenti saranno in media del 9 per cento, per via della crisi globale della “supply chain”</em></strong></p>
<p>Se persino un colosso mondiale come Ikea annuncia che sarà costretta ad aumentare i prezzi dei suoi prodotti su tutti i mercati serviti, significa che la crescita dei costi delle materie prime e della limitazione dei trasporti è grave. Di recente il gruppo ha annunciato che nei prossimi mesi i prezzi di molti suoi prodotti aumenteranno per via dei disagi causati dalla crisi globale della “<em>supply chain</em>”.</p>
<p>L’aumento dei costi di Ikea è una diretta conseguenza della crescita della domanda dei prodotti della società, a sua volta scatenata dalle nuove esigenze sviluppate dalla pandemia. In un comunicato diffuso pochi giorni fa, Ingka Group ha spiegato che nell’ultimo anno e mezzo c’è stata una domanda «senza precedenti» di mobili e accessori che rispondano alle esigenze delle «nuove realtà delle persone», che trascorrendo molto più tempo in casa hanno bisogno di maggiore «funzionalità e di ottimizzare gli spazi». A livello globale, le persone hanno richiesto più articoli legati alla casa, compresi mobili da lavoro, mobili da esterno e soluzioni di archiviazione. Al punto che Ikea ha dichiarato di aver stabilito il nuovo record nelle spedizioni nel corso degli ultimi 18 mesi e che, nonostante ciò, non è comunque stato possibile soddisfare le esigenze di tutti i clienti.</p>
<p>Il direttore delle vendite al dettaglio di Ikea, Tolga Öncü, ha inoltre precisato: “<em>Durante la pandemia, nonostante l&#8217;aumento dei costi intorno a noi, Ingka Group<a href="#_ftn1" name="_ftnref1"><strong>[1]</strong></a> ha mantenuto i prezzi stabili con l&#8217;obiettivo di mantenere i prezzi più bassi possibile per i clienti</em>.”</p>
<p>Infatti, nell’anno fiscale 2021, al fine di attenuare l’inevitabile impatto sui prezzi al dettaglio, Ikea ha comunicato di avere assorbito un aumento dei costi legati alla catena di approvvigionamento per un importo pari a 250 milioni di euro. Adesso però, a causa delle «limitazioni significative» sul trasporto delle merci e sulla reperibilità dei materiali grezzi che stanno causando disagi e aumenti dei prezzi a livello mondiale, l’azienda è costretta a «ricaricare parte dei costi» che non può più permettersi di ammortizzare sui clienti.</p>
<p><strong><em>I prezzi aumenteranno del 9%</em></strong></p>
<p>Come in molti altri settori, Ikea deve continuare ad affrontare notevoli limitazioni nei trasporti e nelle materie prime che fanno lievitare i costi e che proseguiranno per tutto il 2022, dice la società. Il comunicato di Ingka Group spiega che gli aumenti di prezzi saranno più acuti in Europa e in Nord America, soprattutto per via dei maggiori costi di trasporto e di acquisto delle materie prime.</p>
<p>Al contempo, Ikea sta valutando delle soluzioni per mitigare gli effetti delle interruzioni della catena di fornitura globale, tra cui la creazione di navi extra per il trasporto dei prodotti Ikea e la creazione di partnership con i fornitori per assicurarsi le materie prime e garantire la propria supply chain.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: Dday.it, <a href="https://www.dday.it/redazione/41455/ikea-ha-deciso-di-aumentare-i-prezzi-scarsita-di-materie-prime-e-trasporto-piu-costoso">https://www.dday.it/redazione/41455/ikea-ha-deciso-di-aumentare-i-prezzi-scarsita-di-materie-prime-e-trasporto-piu-costoso</a></p>
<p>Fonte: Il Post, <a href="https://www.ilpost.it/2022/01/02/ikea-aumento-prezzi/">https://www.ilpost.it/2022/01/02/ikea-aumento-prezzi/</a></p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Multinazionale legata al fondatore di IKEA, l’imprenditore svedese Ingvar Kamprad.</p></div>
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		<title>Prezzi delle Commodity in aumento: come sostenere l&#8217;approvvigionamento delle aziende?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[infoManager]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2021 13:01:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[commodity]]></category>
		<category><![CDATA[predictive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che l’Italia sia povera di materie prime e che la nostra sia essenzialmente un’economia di trasformazione non è di certo una novità. Vendiamo ciò che trasformiamo senza, fra l’altro, fare granché margine. Accade ora che la maggior parte delle materie prime che trasformiamo (provenienti soprattutto da Cina, Corea, Germania e USA) stanno avendo incrementi di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Prezzi delle Commodity in aumento: come sostenere l&#039;approvvigionamento delle aziende?' data-link='https://www.infomanager.it/2021/05/03/prezzi-delle-commodity-in-aumento-come-sostenere-lapprovvigionamento-delle-aziende/' data-app-id-name='category_above_content'></div><div class="et_pb_section et_pb_section_8 et_section_regular" >
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><i><span style="font-weight: 400;">Che l’Italia sia </span></i><b><i>povera di materie prime</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> e che la nostra sia essenzialmente un’</span></i><b><i>economia di trasformazione</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> non è di certo una novità</span></i><b><i>.</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> Vendiamo ciò che trasformiamo senza, fra l’altro, fare granché margine.<br /> Accade ora che la maggior parte delle materie prime che trasformiamo (provenienti soprattutto da Cina, Corea, Germania e USA) stanno avendo incrementi di prezzo molto ampi. Contemporaneamente, è anche </span></i><b><i>crollata la reperibilità</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> di questi materiali. Accadde qualcosa di simile anche dopo la crisi del 2008. </span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">In parte, sono </span></i><b><i>dinamiche in parte fisiologiche dopo un forte rallentamento della produzione</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> causa Covid-19 che ha portato all’utilizzo degli stock e allo svuotamento dei magazzini.<br /> </span></i><i><span style="font-weight: 400;">Alcuni, in aggiunta, colgono </span></i><b><i>segnali di manovre speculative</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, su scala mondiale, decisamente preoccupanti.<br /> </span></i><i><span style="font-weight: 400;">Essi sostengono che </span></i><b><i>non abbiamo a che fare con ordinari aggiustamenti economici</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, ma con scostamenti di prezzo, in un lasso di tempo molto breve, mediamente di un terzo ma con picchi che vanno anche oltre il 100%. L’esempio migliore è quello dell’</span></i><b><i>acciaio</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, che in pochissimi mesi, da novembre 2020 a febbraio 2021, è aumentato del 130%. </span></i><i><span style="font-weight: 400;">Tra l’altro, le previsioni future non fanno sperare in un&#8217;inversione del trend. </span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Le imprese, già in sofferenza finanziaria e patrimoniale, sono impegnate a onorare contratti assunti in ben altra congiuntura sul versante dell’approvvigionamento delle materie prime e del loro costo. </span></i><i><span style="font-weight: 400;">Si hanno già </span></i><b><i>casi di fornitori che hanno cominciato a non rispettare i contratti</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, evocando cause di forza maggiore o di eccessiva onerosità.</span></i></p>
<p><b><i>Molto grave si presenta la situazione dell’edilizia, tanto da mettere a repentaglio la regolare prosecuzione dei cantieri già aperti. </i></b><i><span style="font-weight: 400;">Molte resine, indispensabili per le costruzioni, sono introvabili, e con aumenti di prezzo superiori al 100%. Non ci sono bancali per le spedizioni. Non si trova l&#8217;acciaio. Di conseguenza, fornitori e imprese bloccano la firma di nuovi contratti e a rischio ci sono molte forniture. </span></i></p>
<p><i>Le imprese sono in forte sofferenza perché tali incrementi, eccezionali e imprevedibili, <strong>si aggiungono alle già ingenti sofferenze finanziarie e patrimoniali</strong> dovute alle dinamiche disfunzionali di appalto connesse all&#8217;evento pandemico.</i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Il rincaro dei materiali non è più sostenibile per le imprese. Con un aumento a 3 cifre dell’acciaio, di oltre il 40% dei polietileni, del 17% del rame e del 34% del petrolio e, di conseguenza, anche la difficoltà di approvvigionamento, </span></i><b><i>tanti cantieri pubblici e privati rischiano di bloccarsi</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> con gravi ripercussioni economiche e sociali.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Questi rincari eccezionali </span></i><b><i>rischiano</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, inoltre,</span></i><b><i> di frenare gli interventi statali già in corso e di mettere a rischio quelli previsti dal Recovery Plan</i></b><i><span style="font-weight: 400;">.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">La situazione che si sta determinando mette in crisi tutto il settore, soprattutto le aziende più piccole, che non riescono a rientrare economicamente sui lavori. Oltre al Covid 19 e a tutto quello che ne consegue, questa situazione rappresenta un&#8217;altra tegola sulle imprese.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche il </span></i><b><i>settore manifatturiero italiano</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> sta vivendo un periodo poco tranquillo a causa di questo shock dei prezzi, emerso parallelamente alla crescita dei contagi e alla diffusione della pandemia. </span></i><b><i>Con il corrispettivo incassato dodici mesi fa dalla vendita di un chilo di rame, oggi si acquistano 560 grammi dello stesso materiale.</i></b> <b><i>Un incremento del 79% in un anno, da inizio 2021 l’aumento è stato del +21%</i></b><i><span style="font-weight: 400;">. Tutto ciò non colpisce solo il mercato dei materiali da costruzione ma anche quello di polimeri, metalli, legnami, gomma; con ritardi delle consegne che arrivano anche a quasi due mesi per alcuni di questi. </span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">La mancanza di capitali necessari a finanziare l’espansione del ciclo finanziario ed il rischio di blocco delle produzioni per l’</span></i><b><i>irreperibilità delle materie prime nei mercati è reale</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, come reale è il rischio di default del sistema produttivo che ne può derivare.</span></i></p>
<p><b><i>La disponibilità è particolarmente limitata sul fronte asiatico</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, a causa di una domanda notevolmente aumentata in Cina, dove l&#8217;economia è tornata a pieno regime. Le fabbriche che producono materie prime non hanno ancora raggiunto la piena capacità e vista l’incertezza sulla situazione pandemica, non è chiaro quando raggiungeranno il loro massimo di produzione e ricostituiranno interamente l&#8217;offerta.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">L’aumento del prezzo delle commodity internazionali si sta già riflettendo lungo la filiera dei prezzi interni, da quelli alla produzione a quelli al consumo. Questo meccanismo innesca una </span></i><b><i>risalita dell&#8217;inflazione</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> (in Italia prevista quest’anno all’1,3% contro il -0,1% del 2020). Nell&#8217;immediato, questo fenomeno  potrebbe introdurre sabbia nell&#8217;ingranaggio della ripresa economica italiana.</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;"> <span>La domanda che viene da porsi è:</span></span></i></p>
<blockquote>
<p><b><i>Come possono le imprese cercare di predire le quotazioni di mercato delle commodity in modo da ridurre l’incertezza data da queste dinamiche appena descritte?</i></b></p>
</blockquote>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Con il supporto dei nostri </span></i><b><i>Predictive Analytics (modelli predittivi delle quotazioni delle principali commodity &#8211; food, metalli, ecc.)</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, l’azienda avrà la possibilità di stimare il futuro e di conseguenza adeguare i suoi approvvigionamenti. </span></i></p>
<p><b><i><img loading="lazy" src="https://www.infomanager.it/wp-content/uploads/2021/05/Schermata-2021-05-03-alle-14.33.13.jpg" width="2318" height="1052" alt="Predictive Analytics" class="wp-image-3814 aligncenter size-full" srcset="https://www.infomanager.it/wp-content/uploads/2021/05/Schermata-2021-05-03-alle-14.33.13.jpg 2318w, https://www.infomanager.it/wp-content/uploads/2021/05/Schermata-2021-05-03-alle-14.33.13-1280x581.jpg 1280w, https://www.infomanager.it/wp-content/uploads/2021/05/Schermata-2021-05-03-alle-14.33.13-980x445.jpg 980w, https://www.infomanager.it/wp-content/uploads/2021/05/Schermata-2021-05-03-alle-14.33.13-480x218.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 2318px, 100vw" /></i></b></p>
<p>&nbsp;</p></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><b><i>Predictive Analytics Metalli</i></b><i><span> &#8211; in questo caso, è stata scelta come quotazione analizzata quella del </span></i><b><i>Rame.</i></b><i><span><br /> I puntini neri sono i dati reali (storici), la linea azzurra scura rappresenta la predizione del modello ed infine le bande chiare indicano il range massimo e minimo della predizione.</span></i></p></div>
			</div> <!-- .et_pb_text --><div class="et_pb_button_module_wrapper et_pb_button_0_wrapper et_pb_button_alignment_center et_pb_module ">
				<a class="et_pb_button et_pb_custom_button_icon et_pb_button_0 et_pb_bg_layout_light" href="https://www.infomanager.it/predictive-analytics/" target="_blank" data-icon="&#xe02d;">Scopri i nostri modelli predittivi</a>
			</div><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_10  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p><i><span>Il modello di intelligenza artificiale su cui si basano, utilizza metodologie di </span></i><b><i>machine learning</i></b><i><span> e delle </span></i><b><i>reti neurali</i></b><i><span> opportunamente configurate, le quali </span></i><b><i>consentono al modello di acquisire i trend e le stagionalità della serie storica di riferimento</i></b><i><span> (in figura, quella del Rame). </span></i><i><span><br /> </span></i><i><span>Questo meccanismo permette di avere delle predizioni più precise ed allo stesso tempo di generalizzare in maniera ottimale, senza seguire eventuali picchi locali. </span></i><i><span><br /> </span></i><i><span>In base alle diverse esigenze, il modello può predire anche a diversi mesi di distanza, mantenendo anche in questo caso alti livelli di performance.</span></i></p></div>
			</div> <!-- .et_pb_text --><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_11  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p>Fonti:</p>
<p><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/manovre-speculative-costi-crescenti-materie-prime-ADMMAkUB">https://www.ilsole24ore.com/art/manovre-speculative-costi-crescenti-materie-prime-ADMMAkUB<br /></a><a href="https://www.trevisotoday.it/economia/castelfranco-confartigianato-default-covid-21-aprile-2021.html">https://www.trevisotoday.it/economia/castelfranco-confartigianato-default-covid-21-aprile-2021.html<br /> </a><a href="https://www.lanazione.it/arezzo/cronaca/materie-prime-scarse-e-prezzi-in-aumento-nuova-tegola-sulle-imprese-1.6272523">https://www.lanazione.it/arezzo/cronaca/materie-prime-scarse-e-prezzi-in-aumento-nuova-tegola-sulle-imprese-1.6272523<br /> </a><a href="https://www.italiaoggi.it/news/l-aumento-dei-prezzi-di-petrolio-e-materie-prime-potrebbe-ostacolare-la-ripresa-202104141052381033">https://www.italiaoggi.it/news/l-aumento-dei-prezzi-di-petrolio-e-materie-prime-potrebbe-ostacolare-la-ripresa-202104141052381033<br /> </a><a href="https://www.corriere.it/economia/professionisti/21_marzo_16/materie-prime-quotazioni-ascesa-l-allarme-imprese-italiane-produrre-costa-piu-063a7e84-8635-11eb-90f0-a248214a3d06.shtml">https://www.corriere.it/economia/professionisti/21_marzo_16/materie-prime-quotazioni-ascesa-l-allarme-imprese-italiane-produrre-costa-piu-063a7e84-8635-11eb-90f0-a248214a3d06.shtml<br /> </a><a href="https://www.ingenio-web.it/30171-aumento-senza-precedenti-dei-costi-delle-materie-prime-salta-ledilizia">https://www.ingenio-web.it/30171-aumento-senza-precedenti-dei-costi-delle-materie-prime-salta-ledilizia</a></p></div>
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<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Prezzi delle Commodity in aumento: come sostenere l&#039;approvvigionamento delle aziende?' data-link='https://www.infomanager.it/2021/05/03/prezzi-delle-commodity-in-aumento-come-sostenere-lapprovvigionamento-delle-aziende/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Prezzi delle Commodity in aumento: come sostenere l&#039;approvvigionamento delle aziende?' data-link='https://www.infomanager.it/2021/05/03/prezzi-delle-commodity-in-aumento-come-sostenere-lapprovvigionamento-delle-aziende/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.infomanager.it/2021/05/03/prezzi-delle-commodity-in-aumento-come-sostenere-lapprovvigionamento-delle-aziende/">Prezzi delle Commodity in aumento: come sostenere l&#8217;approvvigionamento delle aziende?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.infomanager.it">infoManager</a>.</p>
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		<title>Covid-19 Italy Tracker</title>
		<link>https://www.infomanager.it/2020/09/01/covid-19-italy-tracker/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[infoManager]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2020 12:24:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Noi di infoManager vogliamo tenervi costantemente aggiornati sull&#8217;andamento dell&#8217;emergenza Covid-19. Per questo, mettiamo a vostra disposizione il nostro Covid-19 Italy Tracker con focus proprio sulla situazione nella nostra penisola.  Interagisci con il grafico qui sotto! ⬇️ &#160; Credits: Icons made by Freepik from www.flaticon.com</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.infomanager.it/2020/09/01/covid-19-italy-tracker/">Covid-19 Italy Tracker</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.infomanager.it">infoManager</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Covid-19 Italy Tracker' data-link='https://www.infomanager.it/2020/09/01/covid-19-italy-tracker/' data-app-id-name='category_above_content'></div><div class="et_pb_section et_pb_section_9 et_section_regular" >
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="text-align: justify;">Noi di infoManager vogliamo tenervi costantemente aggiornati sull&#8217;andamento dell&#8217;emergenza Covid-19.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo, mettiamo a vostra disposizione il nostro <strong>Covid-19 Italy Tracker</strong> con focus proprio sulla situazione nella nostra penisola. </p>
<p style="text-align: justify;">Interagisci con il grafico qui sotto! ⬇️</p></div>
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				<div class="et_pb_code_inner"><div class='tableauPlaceholder' id='viz1598962944779' style='position: relative'><noscript><a href='#'><img alt=' ' src='https://public.tableau.com/static/images/XC/XCZHRJQHY/1_rss.png' style='border: none' /></a></noscript><object class='tableauViz'  style='display:none;'><param name='host_url' value='https%3A%2F%2Fpublic.tableau.com%2F' /><param name='embed_code_version' value='3' /><param name='path' value='shared/XCZHRJQHY' /><param name='toolbar' value='yes' /><param name='static_image' value='https://public.tableau.com/static/images/XC/XCZHRJQHY/1.png' /><param name='animate_transition' value='yes' /><param name='display_static_image' value='yes' /><param name='display_spinner' value='yes' /><param name='display_overlay' value='yes' /><param name='display_count' value='yes' /><param name='language' value='it' /></object></div>                <script type='text/javascript'>                    var divElement = document.getElementById('viz1598962944779');                    var vizElement = divElement.getElementsByTagName('object')[0];                    if ( divElement.offsetWidth > 800 ) { vizElement.style.width='820px';vizElement.style.height='727px';} else if ( divElement.offsetWidth > 500 ) { vizElement.style.width='820px';vizElement.style.height='727px';} else { vizElement.style.width='100%';vizElement.style.height='1327px';}                     var scriptElement = document.createElement('script');                    scriptElement.src = 'https://public.tableau.com/javascripts/api/viz_v1.js';                    vizElement.parentNode.insertBefore(scriptElement, vizElement);                </script></div>
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				<div class="et_pb_code_inner"><div class='tableauPlaceholder' id='viz1598962866812' style='position: relative'><noscript><a href='#'><img alt=' ' src='https://public.tableau.com/static/images/ZX/ZX73FQ348/1_rss.png' style='border: none' /></a></noscript><object class='tableauViz'  style='display:none;'><param name='host_url' value='https%3A%2F%2Fpublic.tableau.com%2F' /><param name='embed_code_version' value='3' /><param name='path' value='shared/ZX73FQ348' /><param name='toolbar' value='yes' /><param name='static_image' value='https://public.tableau.com/static/images/ZX/ZX73FQ348/1.png' /><param name='animate_transition' value='yes' /><param name='display_static_image' value='yes' /><param name='display_spinner' value='yes' /><param name='display_overlay' value='yes' /><param name='display_count' value='yes' /><param name='language' value='it' /></object></div>                <script type='text/javascript'>                    var divElement = document.getElementById('viz1598962866812');                    var vizElement = divElement.getElementsByTagName('object')[0];                    if ( divElement.offsetWidth > 800 ) { vizElement.style.width='820px';vizElement.style.height='727px';} else if ( divElement.offsetWidth > 500 ) { vizElement.style.width='820px';vizElement.style.height='727px';} else { vizElement.style.width='100%';vizElement.style.height='1327px';}                     var scriptElement = document.createElement('script');                    scriptElement.src = 'https://public.tableau.com/javascripts/api/viz_v1.js';                    vizElement.parentNode.insertBefore(scriptElement, vizElement);                </script></div>
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<p>Credits: Icons made by <a href="https://www.flaticon.com/authors/freepik" title="Freepik">Freepik</a> from <a href="https://www.flaticon.com/" title="Flaticon"> www.flaticon.com</a></p></div>
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<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Covid-19 Italy Tracker' data-link='https://www.infomanager.it/2020/09/01/covid-19-italy-tracker/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Covid-19 Italy Tracker' data-link='https://www.infomanager.it/2020/09/01/covid-19-italy-tracker/' data-app-id-name='category_below_content'></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.infomanager.it/2020/09/01/covid-19-italy-tracker/">Covid-19 Italy Tracker</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.infomanager.it">infoManager</a>.</p>
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