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	<description>Metodologie e strumenti innovativi a supporto di Procurement, Supply Chain e Performance Management</description>
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		<title>B-Corp: valore per gli azionisti e impatto sociale positivo</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2018 16:23:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le B-Corp sono aziende che stanno riscrivendo il modo di fare impresa: la loro attività economica crea un impatto positivo su persone e ambiente, senza trascurare la generazione di profitto per gli shareholder. Si è cominciato a parlare di B-Corp in tempi molto recenti nel Maryland quando, nel 2010, la definizione è entrata nell’impianto delle [&#8230;]</p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p class="preview">Le B-Corp sono aziende che stanno riscrivendo il modo di fare impresa: la loro attività economica crea un impatto positivo su persone e ambiente, senza trascurare la generazione di profitto per gli shareholder.</p>
<p>Si è cominciato a parlare di B-Corp in tempi molto recenti nel Maryland quando, nel 2010, la definizione è entrata nell’impianto delle leggi dello Stato. Dallo stesso anno al 2015 sono 34 gli Stati Usa che hanno aderito, aggiornando le proprie leggi. In Italia sono state disciplinate dalla legge 208 del 28 dicembre 2015, entrata definitivamente in vigore il 1° gennaio del 2016, diventando così il primo Stato non americano a recepirle.</p>
<p>Le B-Corp riescono davvero a perseguire il loro di duplice obiettivo di generazione di profitto e di impatto sociale positivo? L’analisi condotta da Infomanager srl ha lo scopo di rispondere a tale domanda, prendendo in esame l’intero panorama delle B-Corporation italiane. In particolare, è stato elaborato per ogni azienda un confronto delle perfomance mediane in relazione al benchmark di settore (individuato attraverso il codice Ateco) su un arco temporale di 5 anni. L’obiettivo è quello di verificare come si comportano le B-Corp rispetto ai relativi settori in termini di perfomance reddituali, efficienza e stabilità finanziaria.</p>
<p>Osservando il grafico a linea che confronta il ROS delle B-Corp (linea blu) con il ROS del corrispondente settore di appartenenza (linea rossa), si può notare come le B-Corporation overperfomano il benchmark durante tutto il quinquennio.</p>
<p><img src="http://www.infovaluation.it/image/images/file_5c25fd7cc9768_1545993596" alt="" rel="display: block; margin: auto;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se si analizzano le perfomance dal punto di vista dei margini si giunge alla medesima conclusione. Infatti, osservando il grafico del valore aggiunto percentuale nell’arco dello stesso quinquennio, si nota come le B-Corp siano sempre migliori del rispettivo settore.</p>
<p><img src="http://www.infovaluation.it/image/images/file_5c25fd8cb7ef8_1545993612" alt="" rel="display: block; margin: auto;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda l’efficienza è stato preso in esame il valore aggiunto per addetto in migliaia di euro. Il trend dell’indicatore relativo alle B-Corp si dimostra perfettamente in linea con quello dei rispettivi settori.</p>
<p><img src="http://www.infovaluation.it/image/images/file_5c25048f51054_1545929871" rel="display: block; margin: auto;" alt="" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal punto di vista finanziario, il rapporto d’indebitamento delle B-Corp si dimostra più elevato rispetto a quello dei settori durante tutto il quinquennio. Il costante spread registrato potrebbe essere conseguenza del fatto che, le B-Corporation ottengono finanziamenti a tassi agevolati e sono quindi maggiormente incentivate ad accendere finanziamenti. Inoltre, il debito accumulato da esse è probabilmente legato agli importanti investimenti che il conseguimento della certificazione ha richiesto.</p>
<p><img src="http://www.infovaluation.it/image/images/file_5c2504aeada9d_1545929902" rel="display: block; margin: auto;" alt="" /></p>
<p><img src="http://www.infovaluation.it/image/images/file_5c25fda3b826b_1545993635" alt="" rel="display: block; margin: auto;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Risulta evidente quindi come le B-Corp riescano a generare impatto sociale positivo, senza perdere di vista l’obiettivo della creazione di valore per gli azionisti. Anzi, tali aziende hanno perfomance reddituali costantemente migliori rispetto al settore di appartenenza.</p></div>
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		<title>Valutazione e performance drivers di Ferrari</title>
		<link>https://www.infomanager.it/2018/07/26/valutazione-e-performance-drivers-di-ferrari/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jul 2018 15:15:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ferrari, sin dalla sua quotazione avvenuta nel 2013 al NYSE, è sempre stata divisa tra il settore automotive e quello del lusso, mostrando molte più similitudini a livello di perfomance e di valutazione con quest’ultimo. Lo scatter plot sottostante presenta ROI (asse x) e EV/EBITDA (asse y) delle maggiori quotate per capitalizzazione dei settori luxury [&#8230;]</p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p class="preview">Ferrari, sin dalla sua quotazione avvenuta nel 2013 al NYSE, è sempre stata divisa tra il settore automotive e quello del lusso, mostrando molte più similitudini a livello di perfomance e di valutazione con quest’ultimo.</p>
<p>Lo scatter plot sottostante presenta ROI (asse x) e EV/EBITDA (asse y) delle maggiori quotate per capitalizzazione dei settori luxury e automotive: l’azzurro individua il settore automotive in generale, il blu identifica le top car (Audi, BMW, Mercedes-Benz e Ferrari) e il rosso le aziende del luxury. Tutto il settore automotive, comprese Audi, BMW e Mercedes-Benz, si posiziona nella sezione in basso a sinistra del grafico, contraddistinta da minore reddittività e minori multipli. L’unica eccezione è appunto Ferrari che si posiziona perfettamente sulla linea di tendenza rossa del luxury, facendo registrare al 2017 un ROI pari a 18.89% e un EV/EBITDA di 15,19.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.infovaluation.it/image/images/file_5b5704d7b59cd_1532429527" rel="display: block; margin: auto;" alt="" /></p>
<p>La struttura ad albero sottostante aiuta a comprendere meglio quali sono i driver di perfomance che determinano una redditività così alta. In particolare, tra tali fattori quello più rilevante è il Gross Margin per auto (calcolato come differenza fra valore della produzione e costo del venduto diviso per numero di auto prodotte) che si attesta intorno ai 245 mila euro, pari a circa 30 volte quello mediano relativo al settore automotive. Operando un confronto tra 2016 e 2017 è possibile notare come l’incremento di performance sia dovuto sia ad un miglioramento dell’efficienza produttiva che ad un aumento del 4,80% in termini di auto vendute.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.infovaluation.it/image/images/file_5b57057595966_1532429685" rel="display: block; margin: auto;" alt="" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A sua volta l’incremento di auto di lusso vendute può trovare spiegazione nell’aumento in termini di numerosità e patrimonio delle fasce di popolazione più ricche, come si può notare dai due grafici rappresentanti la ricchezza e la popolazione per fasce di ricchezza al 2016 e al 2017.<span></span></p>
<p><img src="http://www.infovaluation.it/image/images/file_5b5999f6486cf_1532598774" /></p>
<p>&nbsp;</p></div>
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		<title>L’importanza delle sinergie nella valutazione d’azienda</title>
		<link>https://www.infomanager.it/2017/10/12/limportanza-delle-sinergie-nella-valutazione-dazienda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[infoManager]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Oct 2017 13:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Valuation]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le sinergie rappresentano la differenza tra il valore della business combination e la somma dei valori delle due aziende separate. Si tratta dell’argomento più frequentemente utilizzato (spesso male) nell’ambito di fusioni e acquisizioni. Di seguito viene presentata l’intera casistica delle sinergie che possono verificarsi nell’ambito di operazioni di M&#38;A. Esse si distinguono tra operative e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.infomanager.it/2017/10/12/limportanza-delle-sinergie-nella-valutazione-dazienda/">L’importanza delle sinergie nella valutazione d’azienda</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.infomanager.it">infoManager</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='L’importanza delle sinergie nella valutazione d’azienda' data-link='https://www.infomanager.it/2017/10/12/limportanza-delle-sinergie-nella-valutazione-dazienda/' data-app-id-name='category_above_content'></div><div class="et_pb_section et_pb_section_2 et_section_regular" >
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><p class="preview">Le sinergie rappresentano la differenza tra il valore della business combination e la somma dei valori delle due aziende separate. Si tratta dell’argomento più frequentemente utilizzato (spesso male) nell’ambito di fusioni e acquisizioni.</p>
<p>Di seguito viene presentata l’intera casistica delle sinergie che possono verificarsi nell’ambito di operazioni di M&amp;A. Esse si distinguono tra operative e finanziarie.</p>
<p><strong>Sinergie operative</strong><br />Le sinergie operative permettono alle aziende di incrementare il loro reddito operativo e/o la loro crescita a partire dagli asset esistenti. Possono essere a loro classificate in 4 categorie.</p>
<p><strong>1. Economie di scala:<span> </span></strong>di norma si verificano nell’ambito di fusione orizzontale tra imprese operanti nello stesso business e permettono di raggiungere efficienze di costo e maggiori profitti.<br /><strong>2.Maggiore pricing power:</strong><span> </span>solitamente si realizza nel caso della combinazione di imprese dello stesso settore e i benefici in termini di reddito operativo che ne derivano sono conseguenza di una ridotta competizione e di una maggiore quota di mercato. Dunque, l’efficacia aumenta in settori ad elevato grado di concentrazione.<br /><strong>3.Combinazione di diverse aree funzionali:</strong><span> </span>un classico esempio tra i tanti immaginabili è il caso di un M&amp;A tra imprese con forti competenze di marketing e una con forti linee di prodotto.<br /><strong>4.Maggiore crescita in nuovi mercati, o in quelli in essere:</strong><span> </span>questo può essere il caso di un’impresa che produce beni di consumo, che ne acquisisce una con un’affermata rete distributiva in un mercato emergente e con un marchio altamente riconoscibile, e utilizzi questi punti di forza per incrementare le vendite dei prodotti di entrambe le imprese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sinergie finanziarie</strong><br />Le sinergie finanziarie si possono concretizzare sotto forma di maggiori flussi di cassa e/o di un minore costo del capitale. I casi che rientrano in questa tipologia sono i seguenti.</p>
<p><strong><br /></strong><strong>1.Combinazione di un&#8217;impresa con liquidità in eccesso e di una con progetti ad alto rendimento:</strong><span> </span>queste sinergie si verificano solitamente quando grandi aziende acquisiscono aziende di dimensioni inferiori, o quando quotate acquisiscono non quotate.<br /><strong>2.Aumento della capacità di indebitamento:</strong><span> </span>in seguito alla combinazione utili e flussi di cassa possono diventare più stabili e prevedibili, consentendo un maggiore ricorso all’indebitamento e fornendo un beneficio fiscale, che si manifesta in termini di un minore costo del capitale.<br /><strong>3.Benefici fiscali:</strong><span> </span>possono sorgere dall’incremento di ammortamenti o dall’utilizzo delle perdite per ridurre l’imposizione fiscale.<br /><strong>4.Diversificazione:</strong><span> </span>nel caso di società non quotate, o ad azionariato concentrato, genera importanti benefici. Invece, se si tratta di quotate, la diversificazione è ottenibile a costi inferiori e con più facilità dall’investitore, dunque non si ottengono benefici in questo caso.</p></div>
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