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Settori economici

Alimentari e Tabacco
07/01/2010

I risultati della "Produzione di vini da uve" per il triennio 2006-2008

 

IDENTITY  CARD

2008

2007

2006

Var% 08/07

Var% 07/06

Var% 08/06

Ricavi netti

3.593.533

3.488.405

3.228.828

3,0%

8,0%

11,3%

Addetti

6.709

6.658

6.544

0,8%

1,7%

2,5%

Capitale investito

5.042.580

4.658.036

4.339.443

8,3%

7,3%

16,2%

Ros

2,63%

2,66%

2,68%

-0,9%

-0,7%

-1,5%

Deb. Fin./Patrimonio netto

0,80

0,91

0,91

-12,8%

0,2%

-12,6%

Indice di liquidità primaria

0,69

0,68

0,72

0,6%

-5,3%

-4,7%

Fonte: elaborazioni infoManager sui dati di bilancio 2006-2008 delle società di capitali del comparto "Produzione di vini da uve"


L’analisi si basa su un aggregato di 516 imprese operanti nel settore della produzione e imbottigliamento di vini e spumanti, con riferimento al triennio di bilanci 2006-2008.
Il fatturato complessivo del settore non presenta incrementi reali nel 2008, si riscontra  infatti una crescita del 3% a fronte di un tasso di inflazione effettivo al 3,3% (fonte ISTAT). Viceversa il capitale investito mostra un trend costante di crescita.
La redditività delle vendite a livello aggregato non risulta brillante, ma costante nel triennio considerato.
L’incidenza dei debiti finanziari sul patrimonio netto, in diminuzione del 12,8% rispetto al 2007, nel 2008 è pari a 0,80 ad evidenza di una migliore patrimonializzazione per le imprese del comparto.
L’indice di liquidità primaria, che nel 2008 è pari a 0,69, seppur in leggero incremento sull’anno precedente, si mantiene su valori non ottimali.

ANALISI DETTAGLIATA DELLE PERFORMANCE
Gli indici di redditività sottolineano una generalizzata flessione delle marginalità.
Il Roe del comparto nel 2006 è pari al 4,70% e scende al 3,05% nel 2008. La redditività delle vendite, non brillante e in lieve flessione, rimane pressoché costante; la variazione del Roe è pertanto da imputare al decremento della redditività del capitale investito ed alla diminuzione del rapporto di indebitamento.
L’ analisi di dettaglio sulla distribuzione statistica delle performance delle aziende in termini di redditività (distribuzione decili) consente tuttavia di individuare un 20% di realtà del comparto che, seppur in presenza di flessioni generalizzate sulle marginalità, mostrano risultati di rilievo e comunque positivi.

Analizzando l’efficienza del settore osserviamo che la rotazione del capitale investito, dopo essere rimasta pressoché costante tra il 2006 e il 2007, diminuisce del 4% e si attesta a 0,71. Questo dimostra che l’aumento del capitale investito ha avuto un impatto superiore rispetto all’aumento dei ricavi netti di vendita.
Seppur in flessione, il valore della leva operativa evidenzia la residuale presenza di costi fissi per le aziende del comparto.
La situazione finanziaria appare costante nel triennio ed i valori del rapporto corrente (1,17) e dell’indice di liquidità primaria (0,69) mostrano una situazione di relativa rigidità. La differenza tra i due indici è rappresentata dalle scorte di magazzino che sono circa il 26% del capitale investito.
La situazione patrimoniale appare solida, nel triennio consolidato infatti il margine di struttura allargato rimane sempre superiore all’unità, garantendo una adeguata copertura dell’attivo immobilizzato.
Nel triennio considerato la leva finanziaria è negativa e presenta un trend in peggioramento (nel 2008 pari a -2,83%).
L’incidenza degli oneri finanziari sul reddito operativo globale aumenta di venti punti percentuali nel triennio ed è pari al 54,1% nel 2008.
La durata del ciclo finanziario è costante nel periodo considerato. A fronte di una positiva riduzione della durata media dei crediti, si registra un aumento della durata delle scorte e una diminuzione della durata dei debiti.

ANALISI PER FASCE DI FATTURATO
Dall’analisi di dettaglio sulle performance delle aziende distinte per fascia di fatturato emerge che le realtà di maggiori dimensioni (fatturato superiore a 50 milioni di euro) presentano una migliore redditività delle vendite ed, in generale, remunerano meglio capitale investito e di rischio.

Le imprese di maggiori dimensioni guidano il comparto, evidenziando performance di rilievo anche in termini di efficienza; ricavi e valore aggiunto per addetto, unitamente all’indice di complessità, sono superiori a quanto registrato per le realtà con fatturato inferiore ai 50 milioni di euro. Si evidenzia che tali risultati si accompagnano ad un maggior costo della manodopera per addetto probabilmente sostenuto dalla presenza di personale con competenze manageriali (quadri, dirigenti).

Per ciò che riguarda la liquidità si nota che le imprese incluse nella fascia di fatturato compresa tra i 25 e i 50 mln di euro sono quelle che più si avvicinano ai valori convenzionalmente riconosciuti, l’indice di liquidità primaria è infatti prossimo all’unità.

L’analisi patrimoniale mostra una situazione solida per tutte le fasce di fatturato con particolare riferimento alla adeguatezza della copertura degli impieghi di capitale.
Diversa è la situazione per ciò che riguarda l’incidenza degli oneri finanziari sul reddito operativo globale; soffrono infatti le realtà di piccole dimensioni (fatturato inferiore ai 2 milioni di euro) e si confermano superiori le performance delle aziende con fatturato superiore ai 25 milioni.

Il ciclo finanziario, spesso influenzato dal potere contrattuale, risulta minore nelle imprese di grandi dimensioni che riducono la durata media dei crediti commerciali e delle scorte ed incrementano i tempi di pagamento.


LA DISTRIBUZIONE DEL RATING DELLE IMPRESE
L’attribuzione delle classi di rating alle imprese è effettuata sulla base della rispettiva probabilità di default (PD). L’analisi della PD mediana di ogni classe mostra come questa sia minima nelle imprese di fascia di fatturato compresa tra i 25 e i 50 mln di euro.
Osservando l’aggregato nel suo insieme, il 77% delle imprese è presente in classi intermedie di giudizio, mentre il 17% sono caratterizzate da alte probabilità di default. All’interno di quest’ultima categoria sono presenti soprattutto le aziende di piccole dimensioni (fatturato inferiore ai 2 milioni di euro).


Fonte: infoManager