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Settori economici
Carta, Stampa ed Editoria11/01/2010
Editoria: un'analisi del triennio 2006-2008
IDENTITY CARD
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IDENTITY CARD |
2008 |
2007 |
2006 |
Var% 08/07 |
Var% 07/06 |
Var% 08/06 |
|
Ricavi netti |
11.354.733 |
11.630.999 |
11.453.357 |
-2,4% |
1,6% |
-0,9% |
|
Addetti |
37.258 |
36.224 |
35.318 |
2,9% |
2,6% |
5,5% |
|
Capitale investito |
20.865.781 |
19.488.494 |
19.236.357 |
7,1% |
1,3% |
8,5% |
|
Ros |
2,75% |
5,46% |
5,63% |
-49,6% |
-3,0% |
-51,2% |
|
Debiti fin/Patr. netto |
0,79 |
0,60 |
0,62 |
31,6% |
-3,2% |
27,4% |
|
Indice di liquidità primaria |
0,98 |
1,06 |
1,09 |
-7,8% |
-2,7% |
-10,2% |
|
Valore aggiunto per addetto |
86,6 |
93,1 |
92,0 |
-7,0% |
1,2% |
-5,9% |
L’analisi si basa su un aggregato di 1.909 società di capitali operanti nel settore dell’editoria, con riferimento al triennio di bilanci 2006-2008.
Il fatturato complessivo del settore presenta nel 2008 una flessione del 2,4%, a fronte di un capitale investito in aumento del 2,9%.
La redditività delle vendite a livello aggregato non risulta brillante (2,75%) e in calo del 49,6% rispetto al 2007.
L’incidenza dei debiti finanziari sul patrimonio netto nel 2008 è pari a 0,79, in aumento del 31,6% rispetto al 2007, ad evidenza di un maggiore indebitamento delle imprese del comparto.
L’indice di liquidità primaria, che nel 2008 è pari a 0,98, seppur in diminuzione rispetto agli anni precedenti, si mantiene su valori ottimali.
ANALISI DETTAGLIATA DELLE PERFORMANCE
Gli indici di redditività sottolineano una generalizzata flessione delle marginalità.
Il Roe del comparto, pari all’8,68% nel 2006, si contrae allo 0,18% nel 2008. La redditività delle vendite, non brillante e in flessione, conferma un trend drecrescente; la variazione del Roe è pertanto da imputare al decremento della redditività del capitale investito ed all’incidenza della gestione non caratteristica.
L’analisi di dettaglio delle performance delle aziende in termini di redditività (distribuzione statistica in decili) consente tuttavia di individuare un 20% di realtà del comparto che, seppur in presenza di flessioni generalizzate sulle marginalità, mostrano risultati comunque positivi.
Analizzando l’efficienza del settore osserviamo che il reddito operativo caratteristico è diminuito del 50,8%, ciò, unitamente ad una flessione dei ricavi netti di vendita, evidenzia un alto valore della leva operativa (21,40), segno di una elevata presenza di costi fissi per le aziende del comparto.
La situazione finanziaria, nonostante una lieve flessione nel triennio, mostra una situazione di stabilità, infatti l’indice di liquidità primaria, pari a 0,98, raggiunge un valore ottimale.
La situazione patrimoniale appare solida nonostante l’aumento dell’indebitamento, nel triennio consolidato infatti, il margine di struttura allargato rimane sempre superiore all’unità, garantendo una adeguata copertura dell’attivo immobilizzato.
Nel periodo in esame la leva finanziaria è negativa e presenta un trend in peggioramento (nel 2008 pari a -3,76%).
L’incidenza degli oneri finanziari sul reddito operativo globale aumenta di diciannove punti percentuali nel triennio ed è pari al 49,6% nel 2008.
La durata del ciclo finanziario è in costante aumento, a fronte di una costante durata delle scorte, si registra un aumento della durata dei crediti e una diminuzione della durata dei debiti.
ANALISI PER FASCE DI FATTURATO
Dall’analisi di dettaglio sulle performance delle aziende distinte per fascia di fatturato si evidenzia che le realtà di medie dimensioni, con fatturato tra i 25 e i 50 milioni, e quelle realtà con un fatturato compreso tra i 2 e i 10 milioni di euro presentano una migliore redditività netta ed in generale remunerano meglio il capitale di rischio.
Le imprese di maggiori dimensioni (fatturato superiore ai 50 milioni di euro) guidano il comparto per ciò che riguarda la marginalità delle vendite e la redditività del capitale investito, evidenziando performance di rilievo anche in termini di efficienza; ricavi e valore aggiunto per addetto, unitamente all’indice di complessità, infatti, migliorano all’aumentare del fatturato. Tali risultati si accompagnano ad un maggior costo della manodopera per addetto probabilmente sostenuto dalla presenza di personale con competenze manageriali (quadri, dirigenti).
L’analisi della liquidità, in particolare l’indice di liquidità primaria, evidenzia una generale situazione di solidità.
L’analisi patrimoniale mostra una situazione solida per tutte le fasce considerate, sono comunque le imprese con un fatturato inferiore ai 10 milioni di euro ad ottenere le performance migliori in riferimento alla adeguatezza della copertura del capitale immobilizzato.
Diversa è la situazione per ciò che riguarda l’incidenza degli oneri finanziari sul reddito operativo globale; soffrono infatti le realtà di piccole dimensioni (fatturato inferiore ai 2 milioni di euro con una incidenza del 104,2%) e si confermano superiori le performance delle aziende con fatturato compreso tra i 25 e i 50 milioni di euro.
Il ciclo finanziario, spesso influenzato dal potere contrattuale, risulta più elevato nelle realtà con un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro.
LA DISTRIBUZIONE DEL RATING DELLE IMPRESE
L’attribuzione delle classi di rating alle imprese, effettuata sulla base della rispettiva probabilità di default (PD), mostra come questa sia minima nelle imprese con un fatturato superiore ai 2 milioni di euro.
Osservando l’aggregato nel suo insieme, il 66% delle imprese è presente in classi intermedie di giudizio, mentre il 28% sono caratterizzate da alte probabilità di default. All’interno di quest’ultima categoria sono presenti soprattutto le realtà con un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro.
Fonte: infoManager
