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Settori economici

Alberghi e Ristoranti
15/02/2008

Istat - Movimento alberghiero: Natale 2007 - Epifania2008

Sulla base della rilevazione campionaria sull'attività alberghiera (si vedano le Note Informative) l'Istituto nazionale di statistica comunica che nel periodo compreso fra Natale e l'Epifania (precisamente dal 23 dicembre 2007 al 6 gennaio 2008), negli alberghi italiani si è verificata, rispetto allo stesso periodo dell'anno
precedente, una diminuzione del 5,4 per cento negli arrivi e dell'1,3 per cento nelle giornate di presenza.

Per la clientela italiana si è registrato, nel confronto con lo stesso periodo dell'anno precedente, un calo del 7,8 per cento degli arrivi e del 3,1 per cento delle presenze.
La clientela straniera ha segnato un aumento dell'1,2 per cento degli arrivi e del 3,3 per cento delle giornate di presenza.

Rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente, nel Nord-ovest gli arrivi sono diminuiti del 3,6 per cento per la componente nazionale mentre sono aumentati del 14,7 per cento per quella straniera, con un aumento complessivo del 2,3 per cento.
Sempre con riferimento agli arrivi, il Nord-est ha registrato cali sia per la clientela nazionale (meno 11,9 per cento) sia per quella estera (meno 3,5 per cento), con una variazione negativa totale del 9,9 per cento. Nell'Italia centrale, con una diminuzione dell'11,8 per cento della componente nazionale e un aumento dell'1,0 per cento di quella estera, vi è stato un calo degli arrivi totali del 6,6 per cento.
Nell'Italia meridionale ed insulare, infine, si è registrata una diminuzione complessiva degli arrivi dell'1,8 per cento, sintesi di un calo consistente della componente straniera (meno 8,6 per cento) e di una contenuta variazione negativa (meno 0,5 per cento) di quella nazionale.
Per quanto riguarda le presenze, nell'Italia nord occidentale vi è stato un aumento complessivo, rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente, del 2,2 per cento, a sintesi di un calo per la clientela nazionale (meno 1,4 per cento) e di una crescita per quella straniera (più 10,7 per cento). Nell'Italia nord orientale le presenze totali hanno registrato una variazione negativa del 2,4 per cento, derivante da una diminuzione della componente nazionale (meno 4,0 per cento) e da un aumento di quella estera (più 2,1 per cento). Nell'Italia centrale il calo dell'1,6 per cento è la risultante di una diminuzione del 3,8 per cento degli italiani e di un debole aumento (più 0,7 per cento) degli stranieri. Infine, nell'Italia meridionale ed insulare sono diminuite le presenze della componente nazionale (meno 1,7 per cento) mentre sono cresciute quelle della componente straniera (più 2,3 per cento), per una variazione negativa complessiva dell'1,1 per cento.
La durata media della permanenza negli esercizi alberghieri è stata di 3,04 giornate, con una incremento assoluto, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, di più 0,13 giornate (Tabella 3). La permanenza media è cresciuta in misura significativa per la componente italiana (+0,15 giornate) mentre ha segnato
un lieve incremento (+0,06 giornate) per quella straniera.
Il 66,1 per cento della clientela ha preferito le località con turismo prevalentemente stagionale (località montane, marine, lacuali, termali, collinari); tale quota è sostanzialmente invariata rispetto all'analogo periodo dello scorso anno. Il restante 33,9 per cento delle presenze ha riguardato città d'arte e capoluoghi non altrimenti classificati. La distribuzione territoriale è risultata molto differenziata: la quota
delle presenze registrate nelle località turistiche di tipo stagionale è stata massima nell'Italia nord orientale (87,7 per cento) e minima nell'Italia centrale (30,3 per cento).
Il 73,3 per cento della clientela italiana si è recato in località con turismo stagionale, mentre il restante 26,7 per cento ha visitato città d'arte e capoluoghi. La quota di stranieri che ha optato per queste ultime località è risultata, invece, nettamente superiore (49,2 per cento).

Nel periodo considerato, il 66,3 per cento della clientela ha preferito gli alberghi di media o grande dimensione (oltre i 50 posti-letto), mentre il restante 33,7 per cento ha scelto di soggiornare in alberghi di piccola dimensione; quote pressoché analoghe erano state registrate un anno prima.

Per quanto riguarda le nazionalità di provenienza degli stranieri che hanno soggiornato negli alberghi italiani durante il periodo dal 23 dicembre 2007 al 6 gennaio 2008, il 38,3 per cento degli albergatori ha dichiarato che i clienti tedeschi hanno costituito una delle tre nazionalità prevalenti (contro il 44,1 per cento rilevato lo scorso anno), i francesi sono stati segnalati dal 26,8 per cento degli albergatori (contro il 28,0 per cento rilevato lo scorso anno) e i clienti provenienti dalla Svizzera dal 20,2 per cento degli albergatori (18,0 per cento lo scorso anno).

Nel periodo di rilevazione considerato, il 22,2 per cento dei clienti italiani proveniva dalla stessa regione in cui è situato l'albergo (più 1,6 punti percentuali rispetto alla quota rilevata lo scorso anno), il 33,2 per cento da regioni limitrofe (meno 1,5 punti percentuali rispetto a un anno prima) e il restante 44,6 per cento da
altre regioni. Si riscontra una prevalenza di clientela proveniente da regioni più lontane negli alberghi dell'Italia centrale (59,2 per cento del totale dei clienti italiani, con una riduzione del 3 per cento rispetto alla quota rilevata un anno prima). All'opposto, nelle strutture site nell'Italia meridionale ed insulare si rileva
un'incidenza di clienti provenienti dalla stessa regione superiore a quella media nazionale (39,0 per cento negli alberghi del Sud ed Isole rispetto al 22,2 per cento nazionale).

Durante il periodo natalizio, in media il 42,3 per cento degli albergatori ha segnalato di non aver registrato rinunce (contro il 40,3 per cento di un anno prima). Il 37,4 per cento degli albergatori ha indicato una quota di disdette inferiore al 10 per cento, il 6,3 per cento una quota compresa tra il 10 e il 25 per cento e il 3,7 per cento un'incidenza delle disdette superiore al 25 per cento delle prenotazioni. Il 10,3 per cento degli albergatori ha dichiarato di non avere registrato alcuna prenotazione.

Al fine di fornire informazioni sulle tendenze in atto nel settore, la rilevazione sul movimento alberghiero raccoglie anche le opinioni degli operatori sull'andamento del turismo e dell'occupazione nel trimestre successivo al periodo osservato.

Considerando i giudizi sull'andamento del turismo per il trimestre gennaio-marzo 2008, rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente, la differenza (saldo) tra la quota di coloro che prevedono un aumento e quella di chi prevede una diminuzione è negativa (meno 19,4), con opinioni sfavorevoli sia per il turismo nazionale (saldo pari a meno 17,7), sia per quello estero (meno 18,0). Raffrontando il risultato aggregato con l'analogo saldo delle risposte fornite nel corrispondente periodo del 2007, si osserva un peggioramento: lo scorso anno il saldo negativo era più contenuto (meno 13,9). A livello territoriale il saldo risulta negativo in tutte
le ripartizioni geografiche, con valori compresi tra meno 32,6 nell'Italia centrale e meno 2,8 nel Nord-est.
La rilevazione ha anche raccolto, come di consueto, le indicazioni degli operatori sull'andamento dell'occupazione nel trimestre gennaio-marzo 2008 (espresse in termini di confronto con lo stesso periodo dell'anno precedente). La quota di albergatori che esprimono l'intenzione di diminuire il numero degli occupati è pari, per il complesso del Paese, al 13,7 per cento (il 13,4 per cento nella corrispondente rilevazione dello scorso anno). La quota di quelli che si orientano in senso opposto è limitata al 3,9 per cento (3,4 per cento lo scorso anno).
Il saldo tra le incidenze dei giudizi positivi e negativi è ovunque sfavorevole, con una intensità massima nel Nord-ovest (meno 15,2) e minima nella ripartizione del Nord-est (meno 6,1). Il 26,7 per cento degli albergatori dichiara che nel trimestre gennaio-marzo 2008 l'esercizio resterà chiuso.


Fonte: Istat