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Settori economici
Noleggio, Informatica, Ricerca e Servizi alle imprese25/09/2007
Molise: quasi 3 aziende su 4 hanno computer e internet
Il 71,3% delle aziende molisane attive nei settori del commercio al dettaglio, del commercio all’ingrosso, dei pubblici esercizi e dei servizi ha in media almeno un pc; il 70,8% ha un accesso ad internet e il 46,3% utilizza un server. E’ quanto emerge dalla ricerca “Il Digital Divide nella micro e piccola impresa italiana”, i cui dati regionali sono stati presentati oggi a Campobasso, in collaborazione con Assintel (Associazione nazionale delle imprese ict) e Confcommercio.
La ricerca è stata realizzata da Freedata attraverso un’indagine campionaria che ha complessivamente coinvolto in Italia più di 3.300 micro e piccole imprese, rappresentative di oltre 2.200.000 aziende.
La penetrazione del PC fra le imprese del terziario molisano è solo lievemente inferiore rispetto alla media nazionale (71,3% contro il 73,8% a livello Italia), ma superiore di quasi 12 punti percentuali rispetto ai valori del Sud Italia, l’area geografica di appartenenza.
Ancora indietro le micro imprese, mentre il valore sale all’aumentare della dimensione aziendale: tutte le imprese oltre i 10 addetti hanno almeno un PC.
Le aziende dei Servizi sono le più informatizzate: il 97,2% di esse possiede almeno un computer. Seguono a grande distanza le aziende del commercio all’ingrosso (65%), il commercio al dettaglio (53,2%) e i pubblici esercizi (50,7%).
Sostanzialmente in linea con i valori medi a livello Italia, ma sistematicamente superiori rispetto a quelli del Sud, sono i dati relativi all’utilizzo di internet in azienda: il 70,8% ha una connessione al web, contro il 55,2% della media relativa al Sud Italia. Hanno un server in azienda il 46,3% delle aziende, rispetto al 38,5% del Sud.
Il digital divide
All’interno di ogni settore merceologico sono state individuate tre tipologie di imprese - rispettivamente low-tech, medium-tech e high-tech - sulla base dell’osservazione delle principali differenze che ne caratterizzano il livello di dotazione tecnologica.
Le aziende low tech in Molise sono il 36,1%: in esse il PC è ancora poco presente e la tecnologia è utilizzata in modo marginale. Il valore è comunque migliore rispetto al totale Italia (44,2%) e notevolmente superiore alla media del Sud, in cui il 57% delle aziende è low tech.
Le aziende medium-tech sono il 49,6%, valore ancora superiore rispetto al totale Italia (43,2%) e al Sud (28,3%), e le high tech sono il 14,3%, più 1,5 punti percentuali rispetto alla media nazionale (12,7%) e solo lievemente inferiore, questa volta, al Sud (14,7%).
CAMPOBASSO
Entrando nel dettaglio della dotazione tecnologica dei singoli settori merceologici, possiamo rilevare a livello Italia una netta distinzione fra due settori tecnologicamente molto avanzati, il Commercio all’ingrosso e i Servizi, e una preoccupante situazione di arretratezza del Commercio al dettaglio e dei Pubblici esercizi.
Per il Molise solo il settore Servizi ha un livello di digital divide notevolmente basso, con una percentuale di aziende low tech del 6%, contro il 75,8% del Commercio all’ingrosso, il 49,3% dei Pubblici Esercizi e il 46,9% dei commercianti al dettaglio.
L’86,9% delle azie nde dei Servizi è medium tech, ed utilizza server e internet a fini business.
Esiste comunque una notevole differenza strutturale fra le variabili discriminanti che classificano come tecnologicamente avanzati i 4 settori: se per i Servizi e il Commercio all’ingrosso il livello low tech implica comunque una buona diffusione del PC, e il salto di qualità è dato da utilizzo di server e gestionali, per i Pubblici esercizi e il Commercio al dettaglio dire low tech significa invece scarsa diffusione del PC e di Internet.
Investire in tecnologia: un valore solo per chi già ne conosce l’utilità
Costi e sicurezza della tecnologia sono i due fattori che maggio rmente preoccupano gli imprenditori molisani.
Ma la vera differenza è ancora una volta fatta dalla distinzione fra azie nde low tech e aziende medium/high tech: chi non è dotato di tecnologia non effettua investimenti semplicemente perchè non la conosce e non ne percepisce l’utilità.
Le azioni che le aziende “tecnologiche” ritengono più urgenti per favorire gli investimenti in ICT e la “connessione” all’economia di rete sono principalmente legate al fattore “costo”: su una scala da 1 a 7 è 6,1 il livello di priorità per l’abbassamento dei prezzi relativi all’accesso alle TLC e 6,3 la richiesta di una maggiore attenzione al tema dei finanziamenti alle imprese.
Proprio intervenendo sui temi della connettività, dei finanziamenti, della formazione, è possibile creare le condizioni ottimali entro le quali le aziende già sensibili al tema dell’innovazione possano compiere un vero salto di qualità verso l’eccellenza tecnologica.
Come emerge dal Manifesto dell’Innovazione, presentato da Confcommercio alle Istituzioni, occorre anche riuscire a lavorare per quei settori che dalla tecnologia sono esclusi, che non investono perchè non ne percepiscono l’utilità. Accanto ad iniziative di diffusione della cultura tecnologica, il sistema confederale sta agendo anche sulle aziende che offrono tecnologia, portando alla loro attenzione le peculiarità di quei settori, per un approccio maggiormente empatico alle loro esigenze.
Fonte: Assintel
