Economia
19/09/2007
Istat - Le esportazioni delle regioni italiane: giugno - gennaio 2007
Nel periodo gennaio-giugno 2007 il valore delle esportazioni italiane ha registrato un aumento dell’11,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2006 (più 12 per cento verso i paesi europei e più 11 per cento verso l’area extra Ue). La crescita delle esportazioni ha riguardato tutte le ripartizioni territoriali; incrementi superiori alla media si registrano per l’Italia insulare (più 23,4 per cento) e per l’Italia centrale (più 15,1 per cento); incrementi inferiori a quello medio nazionale si registrano invece per l’Italia nord-orientale (più 10,7 per cento), per quella nord-occidentale (più 10,2 per cento) e per quella meridionale (più 9,2 per cento).
La dinamica congiunturale, valutata sulla base dei dati trimestrali depurati della componente stagionale, ha evidenziato, nel secondo trimestre 2007 rispetto al trimestre precedente, variazioni delle esportazioni pari a più 6,1 per cento per le regioni meridionali e insulari, più 1,3 per cento per l’Italia nord-occidentale, più 0,7
per cento per l’Italia centrale e meno 0,8 per cento per l’Italia nord-orientale.
Le prime tre regioni in termini di quote di esportazioni nel primo semestre del 2007 sono state la Lombardia, con il 28,5 per cento, il Veneto con il 12,9 per cento e l’Emilia Romagna con il 12,8 per cento; queste regioni sono cresciute, rispetto allo stesso periodo del 2006, rispettivamente dell’11,2, dell’8,1 e del 12,6 per cento
(tabella 2). In generale, le regioni che hanno registrato i maggiori aumenti percentuali delle esportazioni sono la Valle d’Aosta (più 73,2 per cento), la Calabria (più 38,6 per cento), la Sicilia (più 33,8 per cento), l’Umbria (più 25,1 per cento), le Marche (più 22,8 per cento), la Basilicata (più 14,2 per cento) e il Friuli-Venezia Giulia (più 13,7 per cento). In flessione risultano solo le esportazioni del Molise (meno 6,8 per cento).
Considerando le aree di sbocco delle esportazioni delle principali ripartizioni territoriali, nel primo semestre del 2007 la crescita tendenziale delle esportazioni dell’area nord-occidentale, pari al 10,2 per cento, ha interessato in misura lievemente più intensa i flussi verso i paesi extra Ue (più 10,5 per cento) rispetto a quelli orientati verso i paesi comunitari (più 10 per cento) (tabella 3). Per l’area extra Ue si registrano
variazioni positive in ogni area, salvo che per il Giappone e gli USA; quelle più elevate hanno riguardato la Russia, i paesi OPEC, gli Altri paesi europei e gli Altri paesi. Alla crescita delle esportazioni verso l’area Ue hanno contribuito maggiormente le vendite in Germania e, in misura minore, in Spagna e in Francia.
Queste tendenze hanno determinato una flessione della quota di esportazioni realizzata dalla ripartizione nord-occidentale sul totale nazionale. Si osserva in particolare una diminuzione della quota di esportazioni della ripartizione per i flussi diretti verso i paesi Ue (dal 42,2 al 41,4 per cento) e, in misura minore, per
quelli relativi all’area extra Ue (dal 39 al 38,8 per cento). Considerando la composizione delle esportazioni della ripartizione per area geoeconomica di destinazione, nello stesso periodo si registra una sostanziale stabilità delle quote: l’incidenza dell’area extra Ue passa dal 37,7 al 37,8 per cento, con una corrispondente lieve flessione dell’area Ue dal 62,3 al 62,2 per cento.
L’aumento delle esportazioni dell’Italia nord-orientale (più 10,7 per cento) è dovuto principalmente alla crescita dei flussi diretti verso i paesi Ue (più 12,2 per cento) ed in particolare verso Germania, Regno Unito, Francia e Spagna. Le esportazioni verso i paesi extra Ue sono aumentate in misura nettamente inferiore (più 8,5 per cento), trainate soprattutto dalla crescita dei flussi diretti verso la Russia, gli Altri paesi europei, i paesi EFTA, gli Altri paesi e la Cina; flessioni si registrano invece per le esportazioni verso i paesi del Mercosur e gli USA.
La quota delle esportazioni della ripartizione nord-orientale sul totale nazionale è diminuita a causa di una flessione della quota verso l’area extra Ue; mentre quella verso i paesi Ue rimane stabile. La struttura geografica delle esportazioni della ripartizione si è modificata a favore dell’area Ue che, nel primo semestre del 2007, ne ha assorbito il 59,9 per cento, rispetto al 59,1 per cento dello stesso periodo del 2006.
L’incremento delle esportazioni provenienti dall’Italia centrale (più 15,1 per cento) è derivato da una variazione più elevata dei flussi verso i paesi extra Ue (più 15,8 per cento), rispetto a quella verso i paesi Ue (più 14,5 per cento). Nell’area extra Ue gli incrementi maggiori riguardano gli Altri paesi, i paesi OPEC, gli Altri paesi europei, la Russia e la Cina, mentre risultano in diminuzione le esportazioni verso i paesi del
Mercosur. Nell’area Ue si segnalano consistenti aumenti verso la Spagna e, in quantità minore, verso il Regno Unito, la Germania e la Francia.
L’aumento della quota di esportazioni realizzata dall’Italia centrale sul totale nazionale, che passa dal 15,2 al 15,6 per cento, è dovuto in particolare alla crescita della quota relativa ai flussi verso i paesi extra Ue (dal 16,9 al 17,6 per cento) e, in misura minore, verso i paesi Ue (dal 14,1 al 14,4 per cento). La struttura geografica delle esportazioni si è modificata a vantaggio dell’area extra Ue, la cui incidenza nei primi sei mesi del 2007, rispetto al corrispondente periodo del 2006, è aumentata dal 44 al 44,3 per cento.
Nell’area meridionale e insulare l’intensità dell’aumento delle esportazioni (più 13,7 per cento) appare più accentuata per i flussi intracomunitari (più 16 per cento), rispetto a quelli extracomunitari (più 10,3 per cento). Verso i paesi europei le vendite sono aumentate soprattutto verso la Spagna e, in misura minore, verso la Francia e il Regno Unito, mentre sono diminuite quelle verso la Germania; nell’area extraeuropea si registrano incrementi significativi soprattutto verso gli Altri paesi, il Giappone e i paesi EFTA, mentre si rilevano diminuzioni verso la Cina, gli Altri paesi europei, gli USA e i paesi EDA. Tra il primo semestre 2006 e lo stesso
periodo del 2007 aumenta l’incidenza delle esportazioni della ripartizione meridionale e insulare sul totale nazionale (dall’11,1 all’11,3 per cento), con una leggera diminuzione delle quote delle vendite verso i paesi extra Ue (dall’11,2 all’11,1 per cento) e un aumento verso i paesi Ue (dall’11 all’11,4 per cento).
Nello stesso periodo la composizione delle esportazioni delle regioni meridionali e insulari per area geoeconomica di sbocco vede aumentare di 1,2 punti percentuali la quota verso i paesi Ue e diminuire della stessa percentuale quella verso i paesi extra Ue.
Nel primo semestre 2007, nell’ambito delle esportazioni dell’Italia nord-occidentale (più 10,2 per cento) la Valle d’Aosta e la Lombardia hanno registrato i più elevati incrementi (rispettivamente più 73,2 e più 11,2 per cento). Le esportazioni della Valle d’Aosta sono dovute soprattutto alle vendite del settore metalmeccanico,
caratterizzate dai metalli e prodotti in metallo, dalle macchine e apparecchi meccanici, dai mezzi di trasporto e dai prodotti agroalimentari. Le vendite della Lombardia (più 11,2 per cento) sono derivate soprattutto dalle cessioni dei prodotti del settore metalmeccanico, dei prodotti in gomma e materie plastiche, dei prodotti in
cuoio e dei prodotti tessili e dell’abbigliamento. Le esportazioni della Liguria (più 7,6 per cento), hanno riguardato in particolare il settore metalmeccanico, i prodotti chimici e gli altri prodotti dell’industria manifatturiera (compresi i mobili). Le vendite del Piemonte (più 6,8 per cento) sono dovute in particolare ai metalli e prodotti in metallo, alle macchine e apparecchi meccanici, ai mezzi di trasporto e gli articoli in
gomma e materie plastiche.
Le esportazioni dell’Italia nord-orientale (più 10,7 per cento) hanno registrato aumenti in tutte le regioni dell’area. L’incremento del Friuli-Venezia Giulia (più 13,7 per cento) è dovuto alle maggiori vendite del settore metalmeccanico, in particolare dei metalli e prodotti in metallo, delle macchine e apparecchi meccanici, degli apparecchi elettrici e di precisione e dei mezzi di trasporto. L’aumento dell’Emilia-Romagna (più 12,6 per cento) deriva soprattutto dalla levitazione delle vendite del settore metalmeccanico, dei prodotti dell’industria tessile e abbigliamento, dei prodotti chimici e degli articoli in gomma e in materie plastiche. L’incremento del Trentino-Alto Adige (più 10,5 per cento) deriva dall’aumento delle vendite delle macchine e apparecchi meccanici, dei prodotti agroalimentari, dei prodotti chimici e fibre sintetiche ed artificiali e dei metalli e prodotti in metallo.
Il miglioramento delle esportazioni del Veneto (più 8,1 per cento) è dovuto all’aumento delle vendite del settore metalmeccanico, dei prodotti alimentari, bevande e tabacco e dei prodotti in gomma e materie plastiche. Nell'Italia centrale (più 15,1 per cento) si rileva un consistente aumento delle esportazioni dell’Umbria (più 25,1 per cento), nel comparto metalmeccanico e in particolare nei metalli e prodotti in metallo, apparecchi elettrici e di precisione, macchine e apparecchi meccanici, gomma e materie plastiche, tessile e abbigliamento e prodotti chimici e fibre sintetiche ed artificiali. La crescita delle esportazioni delle
Marche (più 22,8 per cento) è stata influenzata dai prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali, dal settore metalmeccanico, dai prodotti in cuoio e dalla carta e prodotti in carta. L’aumento della Toscana (più 12 per cento) è dovuto alle vendite dei mezzi di trasporto, dei metalli e prodotti in metallo, delle macchine e apparecchi meccanici, del cuoio e dei prodotti chimici e fibre sintetiche ed artificiali. Nel Lazio (più 12 per
cento) l’incremento ha riguardato maggiormente le vendite di prodotti petroliferi raffinati e, per il settore metalmeccanico, di mezzi di trasporto e di macchine e apparecchi meccanici.
Nell’ambito della ripartizione meridionale (più 9,2 per cento) le esportazioni sono aumentate in maniera più evidente in Calabria (più 38,6 per cento), a causa delle maggiori vendite dei prodotti metalmeccanici e, in particolare, dei mezzi di trasporto e delle macchine e apparecchi meccanici, prodotti chimici e articoli in gomma e materie plastiche. In Basilicata (più 14,2 per cento) l’incremento ha riguardato i minerali energetici, i mezzi di trasporto, i prodotti della lavorazione dei minerali non metalliferi, i prodotti in gomma e materie plastiche e i prodotti chimici. In Campania (più 12,7 per cento) sono aumentate le esportazioni del settore metalmeccanico, dei prodotti alimentari, chimici e tessili. L’aumento dell’Abruzzo (più 11,7 per cento) è dovuto ai mezzi di trasporto, alle macchine e apparecchi meccanici, ai minerali energetici, agli articoli in gomma e materie plastiche e alla carta e prodotti in carta.
L’aumento in Puglia (più 1,1 per cento) ha interessato i mezzi di trasporto, le macchine e apparecchi meccanici, i prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi e i prodotti dell’agricoltura e della pesca. La diminuzione delle vendite del Molise (meno 6,8 per cento) ha riguardato principalmente il settore tessile e
abbigliamento, l’alimentare, gli apparecchi elettrici e di precisione e la gomma e materie plastiche.
Infine, per quel che riguarda l’Italia insulare (più 23,4 per cento), il consistente aumento delle esportazioni della Sicilia (più 33,8 per cento) ha riguardato prevalentemente i prodotti petroliferi raffinati e i metalli e prodotti in metallo.
L’aumento delle esportazioni della Sardegna (più 5,3 per cento) è dovuto soprattutto alle vendite dei prodotti petroliferi raffinati e dei minerali non energetici.
Fonte: Istat
