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Economia


02/08/2007

Corte dei Conti: relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'ENEA - Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente

La Corte dei Conti nell'adunanza del 13 luglio 2007, ha approvato la relazione sulla gestione dell' ENEA relativa all'esercizio 2005 periodo che ha visto il perdurare del regime di commissariamento dell'Ente che si è concluso con la nomina degli organi ordinari avvenuta rispettivamente in data 20 dicembre 2006 per i Consiglieri di amministrazione ed in data 7 febbraio 2007 con la nomina del Presidente.

Il Consiglio di amministrazione si è formalmente riunito la prima volta il 2 marzo 2007.

La Corte, pur prendendo atto della recente ricostituzione degli organi, ha rilevato l'esigenza che il Consiglio di Amministrazione adotti sollecitamente i provvedimenti di competenza, previsti dal D. Lgs. 257/03 e dal Regolamento di organizzazione e funzionamento (approvato nel marzo del 2006), e non ancora attuati, quali i piani di attività di cui all'art. 16 del d. lgs. 257/03 (piano triennale e annuale); nonchè i regolamenti interni previsti dal Regolamento di organizzazione e funzionamento e segnatamente il Regolamento di funzionamento del Consiglio di Amministrazione anche al fine di rendere effettiva la volontà di imprimere all'Ente il cambiamento delineato nel decreto legislativo di riordino.

Il nuovo Consiglio di amministrazione non ha ancora provveduto all'approvazione della direttiva politico-amministrativa per l'attività gestionale dell'Ente né ha impartito puntuali direttive alla competente direzione generale al fine di rendere effettivo l'esercizio del potere di vigilanza e controllo, sulle partecipazioni societarie.

A riguardo non può non rilevarsi che la complessità dell'Ente, che gestisce una parte rilevante delle risorse pubbliche ed è chiamato all'adozione di basilari adempimenti voluti dal legislatore per la sua funzionalità tra cui la programmazione e l'assegnazione delle relative risorse esige, specie nell'attuale delicata fase dell'avvio della nuova struttura e del perseguimento delle tipizzate attività istituzionali, che il Consiglio di amministrazione si dia carico di ottimizzare la propria attività decisionale, specie con l'emanazione di un atto di indirizzo politico amministrativo, sia pur di breve medio periodo, per permettere all'Ente di utilizzare le proprie potenzialità e finalizzare le proprie risorse, strumentali ed umane, per il concreto raggiungimento dei predetti risultati.

Si rende inoltre necessario che la programmazione e pubblicizzazione delle attività dell'Ente assicuri un adeguato posizionamento anche internazionale dello stesso, ricercando ogni possibile soluzione per l'acquisizione di finanziamenti sia comunitari che nazionali al fine di integrare le risorse economiche a disposizione.

La prospettiva di eventuali successivi perfezionamenti del quadro ordinamentale dell'ENEA non può costituire motivo di stasi nelle attività in atto assentite anche per la rilevante incidenza che le stesse hanno sia sotto il profilo di acquisizione del know how, sia per il supporto delle attività di ricerca e propulsione economica in settori particolarmente sensibili, quali il settore energetico, della ricerca ambientale e dell'innovazione tecnologica, tenuto anche conto delle risorse pubbliche a tal fine destinate.

Adempimenti questi, cui anche l'amministrazione dell'Ente deve far fronte con sollecita ed efficiente attività propositiva, secondo quanto previsto dall'art. 12, lettera f) del citato decreto legislativo 257/03 che prevede la centralità della funzione del Direttore Generale il quale, tra l'altro, "ha potere generale di proposta al consiglio di amministrazione".

L'Ente con le nomine degli organi ha acquisito piena capacità programmatica ed operativa, anche se la struttura amministrativa è tuttora in fase di consolidamento, non essendo state ancora definite le strutture di secondo livello indispensabili per assicurare il pieno funzionamento dell'Ente.

Necessita inoltre, con la massima sollecitudine, che l'Ente garantisca l'operatività ed un adeguato coordinamento tra le unità di competenza e le unità di progetto, per la razionalizzazione della spesa per le attività di ricerca e per la valutazione ed il controllo così come richiesto dalle disposizioni legislative.

In materia di società partecipate (società e consorzi) la Corte si è soffermata sui profili economico-gestionali stante la rilevanza del fenomeno, ribadendo l'esigenza che l'Ente si doti, anche attraverso i propri rappresentanti e revisori presenti negli organismi partecipati - di un sistema di controllo sull'andamento infra-annuale, anche attraverso la stesura di periodiche relazioni, e ciò sia al fine di una verifica del costo delle partecipazioni rispetto al patrimonio netto delle società partecipate, nonché dell'andamento patrimoniale ed economico delle stesse, sia .al fine, non ultimo, di assicurare un'efficiente verifica dei ritorni in termini di economicità , efficacia ed efficienza, nonché di acquisizioni di know how, degli investimenti effettuati, degli impegni finanziari ed economici assunti dall'ENEA nella partecipazione a società , consorzi e società consortili, assicurando che le relative acquisizioni e partecipazioni non generino potenziali situazioni di negativi ritorni a carico del bilancio pubblico e che le relative attività gestionali abbiano, in ogni fase della loro estrinsecazione, inerenza ai fini istituzionali dell'ENEA.

In tale contesto la Corte ha posto particolare attenzione all'acquisizione di CESI Ricerca S.p.a. autorizzata dal Ministero dello sviluppo economico con particolareggiata direttiva del 7 luglio 2006; operazione questa, consistita nell'acquisizione del 51% del capitale sociale, interamente basata sul finanziamento delle attività previste dall'accordo di programma con il Ministero dello sviluppo economico come indicato nel decreto ministeriale del 23 marzo 2006 e nella citata direttiva ministeriale di approvazione dell'acquisizione societaria in parola.

In proposito la Corte avverte che laddove dovessero venir meno i presupposti per i quali è stata conferita l'autorizzazione ad ENEA ad acquisire la predetta partecipazione societaria in CESI Ricerca S.p.a. ne potrebbe derivare il concreto rischio di una vanificazione della partecipazione stessa.

La Corte in proposito fa carico agli organi competenti di adottare ogni concreto provvedimento inteso ad evitare conseguenze pregiudizievoli all'Erario e si riserva ogni valutazione anche nei successivi sviluppi.

In termini finanziari, l'esercizio 2005 è stato caratterizzato da un avanzo di amministrazione pari a circa 112.670 migliaia di euro.

L'importo utilizzabile di tale avanzo ammonta a circa 76.170 migliaia di euro. Il restante importo pari a 36.500 migliaia di euro è stato reso indisponibile per accantonamenti derivanti da disposizioni di legge e per il rinnovo del CCNL 2002-2005.

Il Conto economico presenta un avanzo pari a 2,7 milioni di euro derivante dal saldo tra il risultato positivo di circa 39,4 milioni di euro della prima parte costituita dalle entrate e spese finanziarie correnti, ed il risultato negativo di circa 36,7 milioni di euro derivante dalla seconda parte costituita dai componenti che non danno luogo a movimenti di cassa ed investimenti di ricerca.

Infine la Corte sollecita un sempre minor coinvolgimento di soggetti esterni all'Ente e di conseguenza una minore spesa specie nei settori ed attività operative che vedono l'Ente in grado di sopperire con le proprie strutture a necessità anche di natura straordinaria.


Fonte: Corte dei Conti