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Economia


24/07/2007

Corte dei Conti: relazione concernente l'indagine sulle "nuove forme di organizzazione" e sulla "esternalizzazione di servizi ed attivitā istituzionali da parte del Ministero della Difesa

Con deliberazione del 12 giugno 2007 la Sezione del controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato ha approvato il referto al Parlamento che esamina gli effetti prodotti dalle "nuove formule organizzative della Difesa,.. sull'esternalizzazione dei servizi necessari allo svolgimento delle funzioni istituzionali" e valuta le "stime dei risparmi" conseguiti a seguito delle riforme strutturali realizzate dal 1995.

La crescita dell'esternalizzazione dei servizi già affidati ai militari di leva è avvenuta fra il 2001 ed il 2004 a seguito dell'attuazione di misure legislative, che hanno prodotto effetti storici nel riordino dello strumento militare e dell'organizzazione amministrativa generale della Difesa, riducendo sensibilmente le risorse umane militari, consolidando il principio del reclutamento su basi essenzialmente professionali, sospendendo il reclutamento obbligatorio e accrescendo conseguentemente gli oneri di esternalizzazione.

L'amministrazione ha assicurato di aver affidato ad estranei attività sostanzialmente esecutive; le singole Armi hanno esternalizzato le prestazioni elementari in misura non omogenea, ma coerente con le diverse modalità già adottate per l'impiego dei militari di leva. L'affidamento dei servizi di guardiania, ad esempio, è risultato assai ampio presso l'Esercito, contenuto nell'ambito dell'Aeronautica, ed assente presso la Marina. I servizi di vettovagliamento sono stati invece esternalizzati da tutte le FF.AA., sebbene con modalità diverse; l'esternalizzazione, fra le altre, delle attività di manovalanza ha prospettato un'estensione considerevole per l'Esercito.

La sospensione della leva e le conseguenti esternalizzazioni si sono riflesse significativamente sull'organizzazione complessiva della Difesa, esaminata fra il 1995 ed il 2005. L'obiettivo del recupero ai compiti istituzionali delle unità militari già distribuite presso le numerose articolazioni delle distinte FF.AA., è stato ritenuto prioritario in quanto il riordino organizzativo ha inteso anche massimizzare l'efficacia della spesa per il personale. Risultano recuperati alle funzioni istituzionali militari oltre 11.000 unità presso l'Esercito e circa 4.500 Carabinieri e promosse inoltre iniziative, non dilazionabili dopo la cessazione del gettito di leva, per valorizzare l'impiego del personale civile.

Fra i servizi che hanno avvertito in misura rilevante gli effetti della sospensione della leva vi è quello sanitario che ha realizzato una urgente riconfigurazione per l'adeguamento alle esigenze della selezione del personale volontario. E' previsto di trasformare il settore sulla base della "logica Interforze", che consideri significativo, tra l'altro, l'accesso alle carriere militari del personale femminile. L'insieme delle necessità sanitarie aveva già indotto tutte le FF.AA. ad acquisire le professionalità ritenute utili, mediante convenzioni con medici civili, stipulate sulla base di una normativa che risale al 1986.

Le valutazioni del Servizio di controllo interno della Difesa, operativo dal 2002, non hanno contribuito alla valutazione dei fatti accertati. Gli stralci assai brevi delle relazioni trasmesse alla Corte dal SECIN attestano come, allo stato degli atti, la tematica oggetto dell'indagine, che si incrocia con il riassetto dell'intera amministrazione, non sia stata esaminata.

I dati certificati alla Corte attestano che circa 98.000 militari in servizio obbligatorio nel 2001, pari al 37% della Forza complessiva, erano addetti a mansioni di supporto logistico per i servizi elementari (vettovagliamento, pulizie, manovalanza, guardiania, ed altri). Da ciò la non ottimale economicità nell'impiego delle risorse utilizzate per finanziare la leva (822 milioni di euro nel 2001 e oltre 2 miliardi sino al 2004) presso l'Esercito, la Marina e l'Aeronautica assorbite in prevalenza dalle esigenze dell'Esercito (697 milioni nel 2001 e 1,7 miliardi circa nel periodo d'indagine).

La rilevazione dei fatti contabili atti a dimostrare gli eventuali risparmi realizzati ha incontrato difficoltà da ricondurre anche all'inadeguatezza dei sistemi informativi utilizzati da più FF.AA.. E' atteso il miglioramento delle potenzialità di rilevazione con l'entrata a regime del nuovo sistema informativo (SIV 2), che dovrebbe rendere più agevole la rilevazione della spesa periferica. Le incongruenze dei dati, corrette dall'amministrazione a seguito di più osservazioni formulate dalla Corte fino alla data di chiusura dell'istruttoria (20 marzo 2007), hanno imposto di valutare alla stregua di stime i valori comunicati. Ai dati è stato tuttavia riconosciuto un grado di attendibilità nel complesso sufficiente, poiché hanno manifestato una linea di tendenza coerente di massima con l'evoluzione razionale degli oneri di esternalizzazione, attesa fra il 2001 ed il 2004. I più elevati livelli di crescita degli acquisti si sono registrati negli anni 2002 (+17%) e 2003 (+18%). La maggiore spesa sostenuta per il ricorso a ditte esterne è risultata inferiore, nel periodo d'indagine, rispetto a quella sostenuta per la leva, di circa 660 milioni di euro; tale importo si configura tecnicamente quale risparmio prodotto dal nuovo modello organizzativo. E' doveroso segnalare che lo Stato maggiore dell'Esercito ha ritenuto di dover sottolineare in istruttoria come i risparmi realizzati per la logistica elementare e per gli approvvigionamenti siano "più che compensati" dal costo elevato dei volontari. All'indicata conclusione, confermata in adunanza pubblica, sono pervenuti anche gli Stati maggiori della Marina e dell'Aeronautica; l'Arma dei carabinieri non si è pronunciata su questo tema.

Il peso dei risparmi va invero valutato tenendo conto dell'incremento significativo della spesa complessiva per il personale (+1,8 miliardi fra il 2003 ed il 2005) nell'ambito di una crescita alquanto moderata degli stanziamenti totali. Tale struttura della spesa si ripropone nel consuntivo del 2006 con impegni per il personale pari al 73% di quelli totali contro il 67% dell'esercizio precedente.


Fonte: Corte dei Conti