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Economia


05/06/2007

Studi settore: Agenzia manda 110 mila lettere a contribuenti anomali

Al via la campagna dell’Agenzia delle Entrate per segnalare ai contribuenti soggetti agli studi di
settore alcune anomalie riscontrate nelle dichiarazioni degli scorsi anni. Circa 110.000 lettere
stanno per partire e nei prossimi giorni raggiungeranno i destinatari invitandoli a fare maggiore
attenzione nella dichiarazione che si apprestano a compilare per i redditi 2006. L’Agenzia delle
Entrate, dunque, inaugura una nuova stagione con l’obiettivo di migliorare il rapporto con il
contribuente. Anziché aspettare passivamente che il contribuente metta in atto comportamenti
evasivi o elusivi lo invita a “valutare con attenzione” i dati che si appresta ad indicare in
dichiarazione.
“Il nostro obiettivo –spiega il direttore accertamento dell’Agenzia Villiam Rossi - è quello di
stabilire con i contribuenti un rapporto attivo che li spinga verso una maggiore compliance.
Anziché attendere la loro dichiarazione e poi colpirli con l’accertamento li avvertiamo delle
anomalie riscontrate nelle precedenti dichiarazioni e li invitiamo a non ripeterli per la prossima
dichiarazione. In pratica diciamo loro di non persistere in comportamenti che potrebbero
comportare l’inserimento in apposite liste dalle quali saranno selezionati i contribuenti da
sottoporre a controllo fiscale. Naturalmente i contribuenti che hanno buone ragioni per
presentare dati ‘anomali’ non devono minimamente preoccuparsi perché anche in sede di
contraddittorio potranno spiegare tutte le loro ragioni”.
Nelle lettere, che sono di 7 diverse tipologie vengono rilevate incoerenze relative alla gestione
del magazzino, ai beni strumentali, alla mancata indicazione di elementi rilevanti ai fini degli
studi di settore. In particolare relativamente ai beni strumentali si segnala, ad esempio, che non è stato indicato il valore dei beni mobili. Una mancata indicazione che qualora non dipenda da
cause particolari, come la dismissione durante il periodo di riferimento di tutti i beni mobili
strumentali, rappresenta certamente una anomalia. Altra anomalia segnalata è quella relativa alla gestione del magazzino. In alcuni casi si registra una rotazione del magazzino molto bassa e comunque inferiore a quella che si registra mediamente per le imprese del settore, accompagnata spesso da un notevole incremento delle rimanenze finali. Sempre relativamente
alla gestione del magazzino altra incoerenza registrata è quella di una durata delle scorte molto
alta accompagnata da un notevole incremento delle rimanenze finali.
“Si tratta –spiega Rossi- di anomalie che l’Agenzia delle Entrate è in grado di verificare e
monitorare. La scelta di avviare un dialogo con i contribuenti rientra nella nostra nuova strategia
di privilegiare il confronto per arrivare a definire in maniera sempre più puntuale la giusta
imposta che i soggetti sottoposti agli studi dovranno pagare. Siamo certi che sarà possibile per
questa via aumentare l’adesione spontanea e una maggiore correttezza dei contribuenti”.


Fonte: Agenzia Entrate