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Settori economici
Alimentari e Tabacco05/04/2007
Agnelli, la Pasqua rilancia prezzi e consumi
Mercati in forte ripresa per gli ovicaprini nel tradizionale appuntamento pasquale. La domanda, che in questo periodo raggiunge le punte massime dell’anno (per i soli agnelli le macellazioni raddoppiano o addirittura triplicano rispetto al mese precedente), ha spinto le quotazioni degli agnelli vivi fino a 4 euro al chilo nelle piazze sarde di Macomer e Cagliari e su una media di 3,45 euro nel Viterbese.
In base alle rilevazioni effettuate dall’Ismea i prezzi sono aumentati in una settimana del 20-30%. Mentre rispetto alla Pasqua del 2006 emergono variazioni di segno diverso, con prezzi in leggero calo in Sardegna e nell’alto Lazio e in aumento nei centri di scambio toscani.
Anche quest’anno il mercato registra comunque una massiccia presenza del prodotto d’importazione. In Sardegna gli operatori lamentano un’offerta elevata di agnelli esteri, di provenienza prevalentemente rumena, venduti a meno di 2 euro al chilo.
Le disponibilità nell’Isola, per quanto riguarda i soli allevamenti locali, risultano inoltre in flessione rispetto all’anno scorso, a seguito di una contrazione del patrimonio ovicaprino registrata nell’ultimo anno.
Il confronto con la Pasqua del 2006 mostra andamenti differenziati anche sui mercati all’ingrosso delle carni. L’agnello, secondo le rilevazioni dell’Ismea, ha raggiunto a Cagliari un prezzo medio di 7,90 euro al chilo, contro i 7,50 euro registrati in occasione della Pasqua del 2006. Leggermente inferiori invece le quotazioni delle carni di agnello a Viterbo dove, nella scorsa settimana, si è registrato su base annua uno scarto negativo del 6-7%.
Nel 2006 le macellazioni di ovicaprini in Italia hanno sfiorato 6,9 milioni di capi, registrando un incremento dello 0,7% rispetto al 2005. In forte aumento (+4,1%) il dato dei soli agnelli, che ha rappresentato quasi l’80% del totale, con 5,36 milioni di animali macellati.
Fonte: Ismea
