Economia
01/10/2007
Istat - Indici dei prezzi al consumo: settembre 2007 (provvisori)
Sulla base dei dati pervenuti, l’Istituto nazionale di statistica stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), relativo al mese di settembre 2007, presenti una variazione nulla rispetto al mese di agosto e una variazione di più 1,7 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In base alla stima provvisoria, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra nel mese di settembre una variazione di più 0,6 per cento rispetto al mese precedente e una variazione di più 1,6 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Si ricorda che dall’inizio del 2002 l’IPCA viene calcolato considerando anche i prezzi che presentano riduzioni temporanee (sconti, saldi, vendite promozionali, ecc.); la dinamica di tale indice, quindi, può risultare differente da quella dell’indice NIC. In particolare, le differenze tra le variazioni congiunturali dei due indici risultano più ampie nei mesi in cui si concentrano le vendite promozionali e i saldi di fine stagione e nei mesi immediatamente successivi.
Sulla base dei dati finora pervenuti gli aumenti congiunturali più significativi dell’indice per l’intera collettività si sono verificati per i capitoli Istruzione (più 1,5 per cento), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 0,8 per cento) e Abbigliamento e calzature (più 0,3 per cento); variazioni congiunturali negative si sono registrate nei capitoli Trasporti (meno 0,9 per cento), Servizi ricettivi e di ristorazione (meno 0,6 per cento), Ricreazione, spettacoli e cultura (meno 0,5 per cento), Servizi sanitari e spese per la salute e Comunicazioni (meno 0,1 per cento per entrambi).
Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Istruzione (più 3,0 per cento), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 2,9 per cento) e Mobili, articoli e servizi per la casa (più 2,8 per cento). Variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni (meno 8,8 per cento) e Servizi sanitari e spese per la salute (meno 0,2 per cento).
Fonte: Istat
