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Economia


31/10/2007

Istat - Indici dei prezzi al consumo: ottobre 2007 (indici provvisori)

Sulla base dei dati pervenuti, l’Istituto nazionale di statistica stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), relativo al mese di ottobre 2007, presenti una variazione di più 0,4 per cento rispetto al mese di settembre e una variazione di più 2,1 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno
precedente.
In base alla stima provvisoria, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra nel mese di ottobre una variazione di più 0,8 per cento rispetto al mese precedente e una variazione di più 2,3 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Si ricorda che dall’inizio del 2002 l’IPCA viene calcolato considerando anche i prezzi che presentano riduzioni temporanee (sconti, saldi, vendite promozionali, ecc.); la dinamica di tale indice, quindi, può risultare differente da quella dell’indice NIC. In particolare, le differenze tra le variazioni congiunturali dei due indici risultano più ampie nei mesi in cui si concentrano le vendite promozionali e i saldi di fine stagione e nei mesi immediatamente successivi.
Sulla base dei dati finora pervenuti gli aumenti congiunturali più significativi dell’indice per l’intera collettività si sono verificati per i capitoli Prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 0,8 per cento), Abitazione, acqua,
elettricità e combustibili, Istruzione (più 0,7 per cento per entrambi), Abbigliamento e calzature e Servizi ricettivi e di ristorazione (più 0,5 per cento per entrambi); variazioni nulle si sono verificate nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi e Mobili, articoli e servizi per la casa; variazioni congiunturali negative si sono registrate nei capitoli Comunicazioni (meno 0,8 per cento), Servizi sanitari e spese per la salute (meno 0,2 per cento) e Ricreazione, spettacoli e cultura (meno 0,1 per cento).
Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Prodotti alimentari e bevande analcoliche, Trasporti (più 3,4 per cento per entrambi), Servizi ricettivi e di ristorazione (più 2,9 per cento) e Mobili, articoli e servizi per la casa (più 2,7 per cento). Una variazione tendenziale negativa si è verificata nel capitolo Comunicazioni (meno 9,9 per cento).

Fonte: Istat